Sono due richiedenti asilo i rapinatori della lucciola russa

Ora si trovano in carcere con l'accusa di rapina aggravata in concorso dopo la convalida del fermo da parte del gip Stefania di Rienzo. Ad individuarli e a bloccarli la squadra mobile

La dirigente della squadra mobile Serena Pieri

Sono due richiedenti asilo pachistani di 36 e 30 anni, in carico a Venezia e Alessandria gli aggressori della lucciola russa di 30 anni. Ora si trovano in carcere con l'accusa di rapina aggravata in concorso dopo la convalida del fermo da parte del gip Stefania di Rienzo. Ad individuarli e a bloccarli la squadra mobile guidata da Serena Pieri e coordinata dal sostituto procuratore Matteo Centini. La notte del 22 agosto il 30enne, riconosciuto poi dalla donna come in cliente abituale, la raggiunge in bici sulla Caorsana. Una volta contrattata la prestazione si appartano e lui sale sull'auto di lei. Ad un certo punto la donna si accorge di un secondo pachistano fuori dalla vettura. Il 30enne è a quel punto che la aggredisce violentemente, le mette una mano anche sulla bocca e le sale sopra per immobilizzarla e per prenderle 90 euro. La donna, spaventata, reagisce come può e cerca di scappare, esce dall'auto, cade e inciampa. A quel punto il complice interviene bloccandola a sua volta ma a sorpresa un terzo immigrato, di colore, arriva e li mette in fuga picchiandoli con una catena da bicicletta. Poi tutti e tre scappano. La donna, lievemente ferita, ha chiamato il 113. Le volanti della polizia hanno hanno ascoltato il racconto della prostituta e nelle ore successive la vicenda è stata presa in carico dalla mobile. Dopo poco gli agenti sono risaliti all'identità  dei due aggressori trovandoli in uno stabile poco fuori Piacenza con altri 4 connazionali (la loro posizione sul territorio è al vaglio). I due sono in carcere. Entrambi sono richiedenti asilo, a uno era già stata negata la protezione e aveva fatto ricorso. Sarebbero in Italia da almeno un anno.

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