menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

«Sono sufficienti  due o quattro carabinieri per 180mila abitanti?»

Il Nuovo Sindacato Carabinieri (Nsc) chiede l'intervento del prefetto: «Si restituisca centralità  al controllo del territorio attraverso il sistematico completamento degli organici dei  Comandi di Stazione»

«Il  Nuovo  Sindacato  Carabinieri  di  Piacenza  -  riferisce  il  suo  segretario  provinciale  Andrea  Becchio  -  seguirà  con attenzione  gli  sviluppi  giudiziari  dell’indagine  Odysséus  che  lo  scorso  luglio  ha  coinvolto  a  vario  titolo  otto  militari  in forza  alla  caserma  “Levante”,  tra  i  quali  anche  le  figure  preposte  al  controllo  dell’operato  dei  militari:  il  comandante della  Stazione  e  il  comandante  della  Compagnia  di  Piacenza.  I  risultati  investigativi  ottenuti  dalla  Procura  e l’enfasi  mediatica  data  all’esito  dei  provvedimenti  cautelari  hanno  prodotto  un  inevitabile  danno  di  immagine  all'Arma  e a  tutti  i  carabinieri  che  quotidianamente  lavorano  a  Piacenza  e  provincia  con  impegno  e  professionalità.  In  questa  ottica, il  Nuovo  Sindacato  Carabinieri  sta  valutando,  con  gli  organi  dirigenziali,  di  costituirsi  parte  civile. Dal  22  luglio,  D-Day  dello  “scandalo  Levante”,  l'edificio  di  via  Caccialupo  è  presidiato  24  ore  al  giorno  da  quattro pattuglie  di  carabinieri  che  vengono  prelevati  a  turno  dalle  stazioni  del  territorio  piacentino».

«Di  fatto  questa  situazione  - prosegue la nota - riduce  inevitabilmente  il  rapporto  percentuale  tra  le  risorse  umane  messe  in  campo  e  la  tutela  del  cittadino.  Dunque,  ne va  anche  della  sicurezza  degli  stessi  operatori  lasciati  spesso  soli  in  circuito  per  qualsiasi  evenienza  senza  la  possibilità concreta,  talvolta,  di  ottenere  rinforzi  in  tempi  rapidi  e  risolutivi.  Tolta  la  città  dove  possono  contare  (ma  non  sempre) sulle  volanti  della  Polizia  di  Stato  o  sulla  Guardia  di  Finanza,  in  provincia  i  carabinieri  frequentemente  sono  i  soli  a produrre  sicurezza. Una  breve  analisi  per  far  comprendere  ad  un  osservatore  terzo  il  grande  sforzo  operativo  che  l’Arma  locale  sta affrontando  quotidianamente  nel  vasto  territorio  piacentino  con  gli  uomini  delle  sue  tre  compagnie  carabinieri:  Piacenza, Bobbio  e  Fiorenzuola.  La  sola  giurisdizione  di  Piacenza  racchiude  13  comuni  (Piacenza,  Pontenure,  Podenzano,  San Giorgio,  Vigolzone,  Ponte  dell'Olio,  Rottofreno,  Calendasco,  Gragnano,  Sarmato,  Castel  San  Giovanni,  Borgonovo, Ziano)  presidiati  da  nove  Comandi  di  Stazione  Carabinieri  per  un  indotto  stanziale  di  180mila  abitanti  residenti. L’attuale  criticità  organica  dei  Comandi  Stazione  Carabinieri  (della  compagnia  di  Piacenza)  che  svolgono  il  controllo  del territorio  insieme  al  Nucleo  Radiomobile  (ossia  il  pronto  intervento)  e  che  rispondono  alle  richieste  di  aiuto  dei  cittadini in  un  così  vastissimo  territorio  non  possono  ovviamente  garantire  la  rapidità  d’intervento».

«Questa  situazione  potrebbe contribuire  ad  indebolire  la  percezione  di  sicurezza  del  cittadino  e  inevitabilmente  creare  frustrazione  tra  gli  operatori, costretti  spesso  a  turni  massacranti  per  quell’innato  senso  del  dovere  che  da  sempre  contraddistingue  l’Arma  e  che  nei decenni  ha  reso  speciale  il  rapporto  con  i  cittadini». «E  ancora,  quando  la  stazione  di  Piacenza  Levante  riaprirà  i  battenti  auspichiamo  -  ribadisce  Becchio  -  che  l’organico venga  ripianato  con  carabinieri  inviati  da  altri  distretti  proprio  per  non  incrementare  quella  carenza  organica  ormai cronica.  Dopo  i  fatti  di  luglio,  il  Comando  Generale  dell'Arma  ha  dato  un  forte  segnale  positivo,  prendendo  decisioni ferme  e  indispensabili,  sostituendo,  in  pochi  giorni,  tutti  gli  ufficiali  con  incarichi  di  comando  benché  non  fossero indagati.  La  segreteria  provinciale  del  NSC  si  augura  che  i  comandanti  insediatisi  in  seguito  a  questa  vicenda  vogliano continuare  in  questo  solco  che  pare  aver  dato  il  via  ad  un  nuovo  corso  di  rinsaldamento  fiduciario  tra  l’Arma  e  cittadini».

L’NSC  chiede  al  prefetto  di  Piacenza,  Daniela  Lupo  «di  interessarsi  alla  vicenda  auspicando  che  si  possa  restituire centralità  al  controllo  del  territorio  attraverso  il  sistematico  completamento  degli  organici  dei  Comandi  di  Stazione, provvedendo  alla  chiusura  di  quei  presidi  che  non  possano  rispondere  in  maniera  efficace  sia  all'esigenza  di  sicurezza dei  cittadini  sia  all'esigenza  del  benessere  e  della  sicurezza  dei  carabinieri.   Lavorare  in  un'organizzazione  interessata  alla  qualità  del  servizio  che  offre  e  non  alla  quantità  degli  arresti  è  l’obiettivo. Il  privilegiare  la  statistica  e  i  numeri  vanifica  gli  sforzi  messi  in  campo  quotidianamente  da  persone  in  carne  ed  ossa, siano  essi  in  divisa  o  cittadini,  e  svilisce  l’Arma  nella  rappresentazione  che  la  caratterizza  e  la  distingue  da  sempre  dalle altre  forze  di  polizia,  ossia  la  prossimità  e  la  presenza  sul  territorio  al  fianco  dei  cittadini,  ovunque  siano.  I  cittadini  e  i carabinieri  hanno  bisogno  di  concretezza  e  solidità:  ciò  può  avvenire  solo  prevenendo  alla  radice  il  “sistema  Levante”  e questo  lo  si  potrà  ottenere  grazie  anche  al  contributo  che  potrà  dare  il  Nuovo  Sindacato  Carabinieri». 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

«Allargare la cava significa più inquinamento per la zona»

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

IlPiacenza è in caricamento