Sostituzione pass invalidi, Amministrazione e associazioni di disabilità a confronto

A partire da lunedì 7 settembre, quindi, per facilitare l'afflusso agli sportelli di piazza Cittadella, i possessori del contrassegno arancio rilasciato dal Comune di Piacenza verranno contattati telefonicamente e potranno concordare un appuntamento per effettuare le operazioni di sostituzione

Si è tenuto questa mattina nella sede comunale di via Verdi 30, un incontro tra l’assessore ai Lavori pubblici e alla Mobilità Giorgio Cisini e i rappresentanti locali della Fand, la federazione delle associazioni nazionali delle persone con disabilità, che riunisce realtà storiche quali Anmic, Anmil, Uic, Ens e Unms. Tema del confronto, le modalità di sostituzione del nuovo contrassegno per invalidi, rispetto al quale tutti i partecipanti hanno unanimemente condiviso le caratteristiche del percorso.

A partire da lunedì 7 settembre, quindi, per facilitare l’afflusso agli sportelli di piazza Cittadella, i possessori del contrassegno arancio rilasciato dal Comune di Piacenza verranno contattati telefonicamente e potranno concordare un appuntamento per effettuare le operazioni di sostituzione. Le quali procederanno fino ad esaurimento delle sostituzioni anche oltre il 15 settembre 2015. La Polizia Municipale verrà tenuta costantemente al corrente sul procedere del percorso. Per informazioni o maggiori chiarimenti, i possessori del contrassegno possono rivolgersi all'Ufficio Permessi di piazza Cittadella (tel. 0523 614350) oppure alla propria associazione di riferimento.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ripescata nel Po un'auto con a bordo un cadavere, è Daniele Premi

  • Nuovo decreto e spostamenti tra Regioni e Comuni: cosa si può fare (e cosa no) dal 16 gennaio

  • Frontale tra due auto a Fiorenzuola: tre feriti, uno è gravissimo

  • Brugnello, Rivalta, Vigoleno: Valtrebbia e Valdarda grandi protagoniste a "Linea Verde"

  • L'Emilia-Romagna resta arancione, firmato il nuovo Dpcm

  • «Disobbedire e aprire i locali? Non ha senso. La vera protesta sarebbe chiuderli: stop a delivery e asporto»

Torna su
IlPiacenza è in caricamento