Spaccio ai Margherita, i carabinieri della Levante arrestano otto persone in 51 giorni

I carabinieri della stazione Levante hanno dichiarato guerra agli spacciatori dei Giardini Margherita. Otto arresti in 51 giorni, quasi uno a settimana, dal 14 febbraio al 6 aprile. Sono sei stranieri (tre profughi) e due italiani

L'ultimo spacciatore arrestato con il cliente ai Giardini Margherita

Otto arresti in 51 giorni, quasi uno a settimana, dal 14 febbraio al 6 aprile. I carabinieri della stazione Levante, guidati dal maresciallo Marco Orlando, hanno dichiarato guerra agli spacciatori dei Giardini Margherita. Servizi mirati in borghese, pedinamenti, appostamenti hanno portato all'arresto di otto persone filmati e bloccati in flagranza, in uno dei parchi, potenzialmente più belli della città, ma da anni ormai monopolio di deliquenti. 

I militari della stazione di via Caccialupo, nove in totale, oltre a svolgere le attività burocratiche di una caserma, stanno contrastando il microspaccio nel quartiere Roma, un'attività che preclude, la frequentazione del giardino, specialmente in alcune ore della giornata, alle persone che vorrebbero godere dell'area verde, senza doversi imbattere in scene di spaccio ma anche di degrado generale.

Sono stati filmati mentre cedevano droga a diversi clienti (tutti segnalati alla Prefettura come assuntori). La modalità ormai è nota: aspettano sulle panchine gli acquirenti e dopo un breve scambio di battute prendono le dosi di hascisc o marijauna che precedentemente avevano nascosto nei cespugli, nell'erba o nei tronchi degli alberi. Uno scambio velocissimo, e poi ognuno per la propria strada. 

Si tratta di otto spacciatori, due italiani e sei stranieri. Tra gli stranieri tre sono richiedenti asilo, ospitati al Petit Hotel e all'Ostello Tre Corone di Calendasco. Il primo arresto è avvenuto il 14 febbraio (senegalese richiedente asilo di 29 anni ospitato sulla Caorsana), il 6 marzo in manette è finito un 35enne palestinese pregiudicato e con in atto un decreto di espulsione dal nostro territorio, l'8 marzo un nigeriano di 28 anni richiedente asilo delle Tre Corone, in aula davanti al giudice si era denudato mostrando le presunte ferite di un leone: per quel motivo sarebbe venuto in Italia, il 22 marzo è stata la volta di un marocchino senza fissa dimora e pieno di precedenti di 49 anni, il 30 marzo è stato arrestato in via Della Ferma un 45enne marocchino, il 2 aprile è stato il turno di un 19enne gambiano richiedente asilo, infine il 6 aprile in manette sono finiti due italiani, un uomo e donna, senza fissa dimora. 

IMG_6283-2-2«VI AMMAZZO TUTTI» - In manette del pomeriggio del 6 aprile un sardo di 41 anni e una salernitana di 55, entrambi senza fissa dimora e con precedenti per spaccio. Secondo i militari la donna procacciava i clienti, e il compagno vendeva loro droga. I carabinieri li hanno bloccati pochi secondi dopo lo scambio di un grammo di hascisc con un cliente. Una volta raggiunti il 41enne ha opposto resistenza spintonando e minacciandoli di morte: «Vi ammazzo tutti, ve la farò pagare». Sono stati caricati in auto, non senza fatica, e portati in caserma: addosso aveva 20 euro in diverse banconote e 10 grammi di hascisc divise in dosi. Per ore ha inveito contro i militari e ha passato la notte, insieme alla compagna nelle celle di sicurezza del comando di via Beverora. Nella mattina del 7 aprile sono comparsi davanti al giudice Italo Ghitti e al pm Antonio Rubino difesi dall'avvocato Sara Brienza. Il giudice ha convalidato l'arresto per entrambi accusati di spaccio, lui anche per resistenza. Per il 41enne il giudice ha disposto la misura di custodia cautelare in carcere in attesa del processo rinviato all'11 aprile. Il cliente, che si era infilato la dose in una scarpa è stato ovviamente segnalato come assuntore alla Prefettura. 

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