Spaccio alla fermata del bus e nei cantieri: nove arresti e 16 indagati

Indagine della procura e dei carabinieri di Bobbio e San Giorgio: trovato un etto di cocaina purissima e 1,5 kg di hascisc. In carcere anche un piacentino di Gossolengo, le manette scattano anche a Parma, Pesaro e Napoli. Due napoletani, che hanno un’agenzia di lavoro interinale, vendevano droga agli operai nei cantieri

Nove arresti e 16 indagati. Un vasto giro di cocaina e hascisc, indagando sul quale è spuntato anche un traffico di patenti false condito da pesanti minacce di morte a due donne e ai loro bambini. L’operazione è stata chiamata “Bus stop” perché buona parte dello spaccio avveniva tra la fermata del bus di viale Patrioti e piazzale Roma, a Piacenza. In azione sono entrati i carabinieri di Bobbio e San Giorgio. Al termine delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Matteo Centini, sono stai chiesti i provvedimenti cautelari al giudice per le indagini preliminari, Luca Milani, che li ha concessi, facendo così chiudere le manette ai polsi di nove persone tra Piacenza, Parma, Pesaro e Napoli. L’operazione si svolge tra il 2017 e il 2018. Al termine, i carabinieri avranno sequestrato oltre un etto di cocaina e 1,5 kg di hascisc. La cocaina trovata è risultata quasi pura: oltre il 90 per cento di principio attivo. I puscher non hanno fatto in tempo a tagliarla per ricavarne più dosi e incrementare i guadagni.

LO SPACCIO Con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio, i carabinieri di Bobbio hanno arrestato: un 58enne di Gossolengo, un napoletano di 25 anni, due persone di Fossombrone (Pesaro Urbino) un uomo di 48 anni e una donna di 46, due napoletani (fermati dai militari delle compagnie di Napoli Stella e Poggioreale). Infine, gli investigatori bobbiesi hanno arrestato un napoletano di 24 anni preso nel capoluogo della Val Trebbia. Ci sono poi gli arrestati dai carabinieri di San Giorgio: un egiziano di 34 anni e un marocchino di 49. Entrambi devono rispondere di falso, ricettazione e tentata estorsione (di questa vicenda si veda l’articolo a parte). Il gruppo di spacciatori composto da alcuni campani, un piacentino, un siciliano, e due nordafricani si occupava di vendere droga (hascisc e cocaina) acquistata da grossisti, sia di rifornire piccoli spacciatori. Gli scambi avvenivano per lo più in viale Patrioti e alla rotonda di Barriera Roma, dove due dei pusher, abitavano e davano appuntamento ai vari clienti che spesso arrivano in autobus, ma anche in auto. Numerosi i piacentini, di tutte le età, che si rifornivano di coca a e hascisc, tutti identificati dai militari. I due napoletani, tra l’altro, spacciavano anche all’interno di alcuni cantieri. La coppia, che ha a Piacenza un’agenzia di lavoro interinale, vendeva la coca ad alcuni degli operai che aveva piazzato in precedenza.

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LE PATENTI Durante le indagini, i carabinieri di Bobbio, si sono imbattuti anche in una compravendita di patenti false. E qui entrano in scena l’egiziano e il marocchino. All’egiziano e al marocchino, secondo le accuse, servivano una decina di patenti false. Incontrano un piacentino di 46 anni - anche lui denunciato per tentata estorsione - il quale dice che può provvedere: «Conosco dei napoletani che riescono a fartele avere». In realtà, il piacentino contatta due napoletani (uno a Napoli, l’altro a Parma) e loro gli fanno avere una patente falsa. Il 46enne torna dai due africani e gli dà patente falsificata, chiedendo 500 euro. A questo punto, l’egiziano e il marocchino dicono che loro la patente la volevano vera. «Adesso ci restituisci i soldi» sibilano i due che pi aumentano le loro richiesta fino a 3mila euro. Il piacentino, spaventato dall’atteggiamento deciso e dalle minacce dei due, crolla e denuncia il fatto ai carabinieri.

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