Sparò in un bar e maltrattò la fidanzata, pena ridotta in appello

Il 22enne condannato a tre anni e 2 mesi. Riconosciuta la lieve entità per alcuni reati e confermati i maltrattamenti alla fidanzata. Ma il giovane resta in carcere. I difensori: «Valuteremo il ricorso in Cassazione»

Sparò tre colpi di pistola in bar a Cadeo e maltrattò la fidanzata. In primo grado venne condannato a quattro anni e 2 mesi. I giudici della Corte di appello, però, gli hanno ridotto la pena di un anno portandola a 3 anni e due mesi e 800 euro di multa, dopo il ricorso presentato dalla difesa. Assolto, invece, per le minacce ai genitori della fidanzata. I giudici di Appello hanno anche riconosciuto la lieve entità per i reati di ricettazione e appropriazione indebita. Inoltre, i reati legati alle armi hanno visto il riconoscimento dell’attenuante, perché Falchi aveva risarcito i danni provocati al bar. Sono, però, stati confermati i maltrattamenti alla ragazza - costituitasi parte civile con l’avvocato Mara Tutone - e il conseguente risarcimento di 5mila euro.

Si è concluso così il processo di secondo grado nei confronti di Tommaso Falchi, il 22enne accusato di una serie di reati al termine di una folle notte alla fine di marzo del 2017. Per Falchi, gli avvocati Alida Liardo e Paolo Lentini avevano chiesto l’assoluzione, riconoscendo la responsabilità solo per gli spari e i danneggiamenti. I difensori, inoltre, hanno avanzato la richiesta di arresti domiciliari, ma i giudici l’hanno rigettata. «Attendiamo di leggere le motivazioni - ha affermato Liardo - poi valuteremo se ricorrere in Cassazione contro la misura cautelare in carcere».

Falchi, nel novembre 2017, era stato condannato - aveva scelto il rito abbreviato - a quattro anni e due mesi di reclusione, oltre a 3mila euro di multa e l’interdizione dai pubblici uffici. Il giovane era accusato di detenzione e porto abusivo d'arma da fuoco, esplosioni pericolose, ricettazione (di carte di credito), danneggiamento aggravato, detenzione abusiva di munizionamento, appropriazione indebita, maltrattamenti, minacce aggravate.

I carabinieri dell'Aliquota Operativa di Fiorenzuola e della stazione di Carpaneto, lo arrestarono alla fine di marzo. Secondo le indagini dei militari e del sostituto procuratore Ornella Chicca, il giovane avrebbe esploso tre colpi di pistola in una bar di Cadeo, in compagnia di tre amici, lo scorso gennaio. L’inchiesta aveva poi portato alla luce maltrattamenti verso la fidanzata, cartucce e carte di credito rubate. Un comportamento aggressivo, dovuto all’uso di cocaina (di cui faceva uso anche la ex fidanzata). Un atteggiamento da leader, che era emerso anche dai messaggi ritrovati dai carabinieri sugli smartphone dei ragazzi coinvolti nell’indagine.

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