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L'azienda

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Ferriere, «Spero nella ricostruzione, ma temo che dovremo aiutarci da soli»

L'imprenditore di Ferriere Mattia Bergonzi ha visto la sua azienda sommersa dall'acqua: «La mia vita è cambiata e il futuro dell'azienda, con oltre 300mila euro di danni, è incerto. Per ora, tranne il sindaco, nessuna istituzione si è fatta viva». Amici e parenti stanno cercando di ripulire e salvare qualcosa

Un’azienda storica – una delle poche rimaste in vita - del paese completamente sommersa dall’acqua e dal fango. È a rischio il futuro dell’impresa di Romano e Mattia Bergonzi, che vendeva – fino alla mattina del 14 settembre - nel capoluogo Ferriere, materiali edili, stufe a pellet e a legna, rivestimenti, pavimenti e caminetti. «Domenica sera sono tornato da una gita fuori porta – spiega il 32enne Mattia, della terza generazione dell’azienda nata nei primi anni ’50 – e la mia vita è cambiata. Durante la notte i miei genitori – che abitano proprio davanti alla sede dell’azienda sul greto del torrente Grondana – mi hanno telefonato spiegandomi che l’acqua stava sommergendo tutto». Mattia e Romano Bergonzi-2

Acqua e fango hanno devastato tutto quello che c’era. «A occhio e croce ci abbiamo rimesso 300mila euro di danni, anche se è difficile fare una stima. Stiamo parlando di tutto il materiale edile, del 90% dei pezzi della ferramenta – e il restante 10% li possiamo solo “svendere” a prezzi d’occasione -, gli archivi, le carte, il nostro ufficio, i documenti. Mi sono sentito impotente di fronte a questa cosa: sono sceso dalla mia abitazione di Casa Rossa per venire a vedere e l’acqua era dappertutto: pensavo che venisse portata via anche la casa dei miei genitori». Proprio a pochi metri dall’azienda di Mattia, un’abitazione – fortunatamente in quel momento vuota – è stata trascinata dalla piena e portata via. Inoltre a circa 500 metri di distanza la mamma di Mattia gestisce un agriturismo, anch’esso aggredito dal torrente, che si è letteralmente mangiato i giardini davanti alla struttura.

«I primi soccorsi – prosegue il giovane - sono arrivati dalla gente del paese e dai carabinieri, persone che si sono subito sporcate le mani. I soccorsi “ufficiali” ci hanno un po’ dimenticati all’inizio, e quando sono venuti sul posto hanno creato disagi invece che rendersi utili. Amici e parenti da giorni invece ci stanno dando una mano a pulire tutto e a recuperare qualcosa».

Avevi mai visto il torrente così in piena? «No, il Grondana non è mai stato così. Probabilmente era un po’ “chiuso” in alto, non era molto pulito e l’acqua si è dovuta prendere i suoi spazi». Credi nella ricostruzione e nell’aiuto delle istituzioni, promesso in questi giorni? «Io spero che ci aiutino, ma temo che dovremo aiutarci da soli con le nostre mani. Ora come ora, il futuro dell’azienda è incerto e qua l’unica istituzione che è venuta a trovarci è il sindaco di Ferriere, poi per il resto ho visto solo i miei amici e i miei parenti darci una mano, nessun altro».

Mattia Bergonzi-2

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