Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca Via Emilia Parmense

«Spettacoli senza licenza, risse e violazioni», il questore chiude "la Chiesetta" per 30 giorni

Il questore Pietro Ostuni ha chiuso il locale "la Chiesetta" per un mese. «Il provvedimento valido dal 30 gennaio  - fanno sapere dalla questura - si è reso necessario al termine di una serie di interventi e dopo diverse violazioni accertate»

La Chiesetta

Il questore Pietro Ostuni ha chiuso il locale "la Chiesetta" di Piacenza per un mese applicando l'articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. «Il provvedimento valido dal 30 gennaio  - fanno sapere dalla questura  - si è reso necessario al termine di una serie di interventi e dopo diverse violazioni accertate. Risse (per le quali i gestori non hanno chiamato le forze dell'ordine), musica troppo alta, casi frequenti di ubriachezza, decine di auto parcheggiate ai lati della carreggiata, mancata licenza per i pubblici spettacoli. Il locale sulla via Emilia Parmense - accanto all'università Cattolica e davanti al Collegio Alberoni, in una zona residenziale - è da mesi "un must" nell'offerta della movida piacentina. Da lunedì anche il Madhouse, il locale di via Bay alla Veggioletta, è stato colpito dall’ordinanza del Comune di Piacenza che ha imposto invece la cessazione dell'attività, dopo che questura e Polizia Locale hanno ravvisato, in un secondo controllo a distanza di alcuni mesi dalla prima sanzione, un'altra infrazione delle regole: il locale poteva somministrare alimenti e bevande, ma non organizzare pubblici spettacoli. 

chiusura chiesetta ok 2019-2Nel corso dei mesi "La Chiesetta" è stata oggetto di svariati interventi delle volanti. Il 20 dicembre alcuni avventori avevano chiesto aiuto al 113, segnalando alcune persone ferite da una bottiglia. I poliziotti, arrivati sul posto, avevano individuato un ragazzo ferito alla testa e anche un'ambulanza che lo stava medicando. Nel corso della nottata si è poi appurato che anche un secondo giovane era rimasto ferito (prognosi di 7 e 15 giorni). «Nonostante la rissa - spiegano in questura - i gestori non avevano chiamato le forze dell'ordine e, alla richiesta di visionare i video delle telecamere, era stato risposto che non erano in funzione.

Il 29 novembre un'altra richiesta di intervento in via Leonardo Da Vinci: qui gli agenti avevano trovato alcuni ragazzi che avevano detto di aver litigato a "La Chiesetta" poco prima: uno dei due aveva un dente rotto e un ematoma in viso. «I gestori non hanno chiamato la polizia e non hanno fatto nulla, ciò denota - fanno notare ancora dalla questura - una mancanza di interesse nella corretta gestione dell'attività imprenditoriale del locale che passa anche nel cercare di impedire che certe situazioni degenerino». «E poi ancora il 24 aprile - informa la questura - sono state accertate irregolarità di impiantistica e l'assenza delle tabelle che indicassero gli orari. L'11 luglio è avvenuto uno spettacolo con dj con più di 100 persone senza le autorizzazioni previste, ossia la licenza per pubblico spettacolo e non solo quella per la somminstrazione di cibo e bevande, il 10 settembre infine la polizia locale aveva trovato la zona esterna adibita a somministrazione di cibi e bevande con uno spettacolo musicale». Tutte queste irregolarità hanno portato al provvedimento di chiusura temporanea, dopo che lunedì 28 gennaio la questione era stata riportata anche in Consiglio comunale da Giorgia Buscarini del Pd. 

TULPS - L'articolo 100 del Tulps dispone che la misura di pubblica sicurezza della sospensione della licenza può intervenire in caso di “tumulti o gravi disordini”, oppure “qualora il locale sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose” o, comunque, se il comportamento costituisca “un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini”. 

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