Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Sigarette spente in faccia e mesi di botte alla ex, 33enne arrestato

Ennesimo caso di stalking (e lesioni) nel Piacentino. La vittima, una domenicana di 46 anni, dopo mesi d’inferno e paura anche per le sorti della figlia di 9 anni, ha denunciato alla polizia l’ormai ex compagno, un 33enne piacentino

Ennesimo caso di stalking (e lesioni) nel Piacentino. La vittima, una domenicana di 46 anni, dopo mesi d’inferno e paura anche per le sorti della figlia di 9 anni, ha denunciato alla polizia l’ormai ex compagno, un 33enne piacentino. L’uomo, che ha precedenti per truffa, minacce e droga, ora si trova agli arresti domiciliari su disposizione del gip Luca Milani che ha accolto la richiesta del pm vista la gravissima situazione.

I due si sono frequentati da luglio a dicembre dello scorso anno. Da subito, ha raccontato la donna agli agenti della squadra mobile, il compagno ha dimostrato di avere un comportamento squilibrato fatto di esplosioni di rabbia e insulti per futili motivi. Le cose nei mesi sono peggiorate tanto che la donna ha provato a lasciarlo in ottobre ma lui, non accettando la fine della storia, ha iniziato a tormentarla con centinaia di messaggi, chiamate, tentativi di approccio anche sui social, minacce. Paralizzata dalla paura, la 46enne lo ha ripreso in casa sua fino al 2 gennaio. Quel giorno l’uomo ha preteso di vedere il cellulare della donna e leggerne chat e sms: ubriaco fradicio, cieco di gelosia e rabbia, ha spaccato un mobile del salotto, e poi l’ha picchiata con calci, pugni, l’ha trascinata per i capelli ed è arrivato a spegnerle delle sigarette in faccia: «Adesso ti distruggo», avrebbe urlato. Sul posto si sono precipitati i poliziotti delle volanti. Al pronto soccorso la donna ha ricevuto una prognosi di 15 giorni. Di lì sono partite le indagini della Mobile (lei non aveva mai denunciato) e anche grazie alla tante testimonianze dei vicini e, ovviamente, al racconto della vittima, l’uomo è stato sottoposto a strettissimo giro alla misura cautelare degli arresti domiciliari (abita in provincia, la donna in città). Le violenze, da quanto emerso, non sarebbero mai avvenute davanti alla figlia della donna.

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