Stalking condominiale, marocchino a giudizio querela chi lo ha denunciato

Case popolari, tra il 2014 e il 2018. Due donne lamentavano rumori da parte dei bambini e insulti da parte dell’uomo. Ma la moglie del marocchino denunciò una delle donne per insulti aggravati dalla discriminazione razziale

In Tribunale approda anche lo stalking condominiale. Un marocchino di 26 anni è stato rinviato a giudizio con questa accusa dal giudice per le indagini preliminari, Fiammetta Modica, pm Matteo Centini. La vicenda, però, non sembra destinata a finire qui perché l’uomo, con il suo avvocato difensore Elena Concarotti, ha presentato due querele contro altrettante donne che lo avevano denunciato. Per una di queste, il 26enne ipotizza anche l’aggravante della discriminazione razziale.

elena concarotti-5La vicenda risale allo scorso anno e sarebbe cominciata nel 2014. In una casa popolare alla periferia della città, alcune donne si lamentano della confusione che farebbero alcuni ragazzini. Sono i figli dell’immigrato, operaio, che vive lì con la moglie e altri due bambini. In realtà, nota la difesa i casi contestati sarebbero solo due: il fumo di un barbecue fatto sul terrazzino nel 2014  e i rumori dei bambini nel 2018 (corse in casa e manate sul portoncino o di ingresso). Le donne accusano l’uomo di averle insultate, ma lui replica che loro lo spiavano di continuo.

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La moglie del marocchino, però, arriva a querelare una delle due donne, da cui avrebbe ricevuto ingiurie e minacce. Il figlio della donna italiana avrebbe preso a calci la porta della famiglia nordafricana  e detto all ragazzina 12enne che “ti mando dove è tuo papà”. Il riferimento è al periodo in cui il 26enne era trattenuto al Cie (Centro identificazione ed espulsione di Torino). Il marocchino ritornò poi a casa perché la sua posizione venne giudicata regolare.

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