Stalking: lasciato da moglie e amante danneggia decine di auto, condannato 53enne

La vicenda era cominciata tre anni fa in un paese della Valchero. L’uomo, che era sposato, si era invaghito di una 50enne e aveva iniziato una relazione. Quando decise di dirlo alla moglie, da cui si separò, anche la nuova compagna decise di mettere fine alla storia. La vicenda

REPERTORIO

Due anni di reclusione e 5mila euro di risarcimento. E’ la condanna stabilita oggi dal giudice per l’udienza preliminare, Giuseppe Bersani, nei confronti di uno stalker piacentino di 53 anni. Il giudice ha accolto la richiesta di pena del pm Emilio Pisante. L’uomo, che si trova agli arresti domiciliari, era accusato di aver compiuto per lungo tempo atti persecutori nei confronti della donna con cui aveva una relazione. Il 53enne, che ha scelto il rito abbreviato, si è visto anche revocare la sospensione condizionale che gli era stata accordata dopo aver patteggiato a gennaio di quest’anno, sempre per lo stesso reato, 10 mesi di reclusione. Il 53enne era difeso dagli avvocati Laura Ruscio e Paola Piccoli, mentre la donna si è costituita parte civile con l’avvocato Paolo Fiori. La difesa si è riservata di ricorrere in Appello, quando sarà nota la motivazione della sentenza.

La vicenda era cominciata tre anni fa in un paese della Valchero. L’uomo, che era sposato, si era invaghito di una 50enne e aveva iniziato una relazione. Quando l’uomo decise di dirlo alla moglie, da cui si separò, anche la nuova compagna decise di mettere fine alla storia. Da qui, nacque l’idea di vendicarsi. E così, all’ex amante cominciarono ad arrivare messaggi, telefonate, ma soprattutto danni all’auto. Per cercare di sviare i sospetti, l’uomo danneggiava - bucando gli pneumatici o rigandolo le fiancate - anche le auto vicine. E questo era avvenuto in parcheggi di locali da ballo, frequentati dai due perché grandi appassionati.

La donna aveva denunciato il fatto ai carabinieri. Durante le indagini, i militari avevano potuto vedere con i loro occhi - e anche fotografare - lo stalker in azione, dopo averlo pedinato. Insomma, il cacciatore era diventato preda. E questa indagine è una delle poche in cui il colpevole viene colto in flagranza, un evento raro. Messo alle strette l’uomo aveva confessato. I difensori avevano chiesto per lui una perizia psichiatrica, che il giudice aveva affidato allo psichiatra Gianfranco Lombardi. Il medico aveva ritenuto l’uomo in grado di intendere e di volere.

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