Stalking verso la ex moglie del suo compagno: «Così ci perseguitava»

In aula Maila Conti che deve rispondere anche di violenza privata e resistenza verso i carabinieri. Parlano le parti civili. La difesa mette in luce le contraddizioni dei testimoni

Maila Conti

Hanno tutti ribadito le accuse contro Mila Conti i testimoni della parte civili sentiti, il 24 febbraio, in aula al processo che vede la donna di Travo accusata di stalking e violenza privata verso le due figlie e la ex moglie del suo compagno e resistenza nei confronti dei carabinieri. La donna a Ravenna, in maggio, sarà processata per rispondere dell’omicidio del suo compagno, Leonardo Politi, avvenuto il 16 agosto 2019 al Lido di Adriano (Ravenna) dove la coppia gestiva una piadineria.

Accompagnata da agenti della polizia penitenziaria - tutti protetti da mascherine, compresa l’imputata - Conti si è seduta vicino al proprio avvocato difensore, Wally Salvagnini. Il giudice Gianandrea Bussi, pm Monica Bubba, ha così iniziato a sentire i testimoni e le parti civili. La ex moglie di Politi, Lucia Cavanna e le figlie si sono costituite parti civili con gli avvocati Romina Cattivelli e Luigi Salice. Davanti al giudice, sono sfilati anche i due cuochi che lavoravano nel locale di Travo, dove sarebbero avvenute le minacce e gli atti persecutori di Conti nei confronti di Cavanna.

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Tutti i testi hanno ribadito le accuse nei confronti della donna che, più, volte, tra il 2016 e il 2019, avrebbe offeso, minacciato e arrivando anche a dare uno schiaffo a una delle figlie solo perché aveva salutato il padre. Ma il comportamento più pesante, secondo la procura, Conti lo avrebbe riservato a Cavanna che lavorava in una trattoria come cameriera. Non solo lei sarebbe stata il bersaglio principale, ma anche i proprietari del locale, invitati a non far più lavorare Cavanna. E Conti, secondo le accuse, l’avrebbe minacciata di chiamare degli “zingari” per risolvere la questione. Minacce di botte anche davanti ai carabinieri intervenuti dopo l’ennesima aggressione verbale: Conti avrebbe detto alla ex moglie di Politi “ti aspetto fuori che ti massacro di botte”. Ma ce n’era anche per i carabinieri che cercavano di riportare la calma. Ai militari Conti avrebbe detto “vi dò una testata … l’ho già fatto una poliziotta … io non ho paura delle divise”. La difesa, invece, con l’avvocato Salvagnini ha cercato di mettere in luce i rapporti particolari esistenti fra Conti e Cavanna, cercando di smontare le dichiarazioni e mettere induce le contraddizioni delle parti civili e degli altri testimoni. L’udienza è stata rinviata ad ottobre.

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