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Staminali, Piacenza all'avanguardia con 400 trapianti: «Donare il midollo salva la vita»

Piacenza è un centro all’avanguardia per la raccolta, la manipolazione e il trapianto delle cellule staminali. Un primato che emerge chiaramente alla luce del 400esimo trapianto eseguito la mattina del 5 novembre all’ospedale Guglielmo da Saliceto dall’equipe sanitaria del dottor Daniele Vallisa, primario di Ematologia

Piacenza è un centro all’avanguardia per la raccolta, la manipolazione e il trapianto delle cellule staminali. Un primato che emerge chiaramente alla luce del 400esimo trapianto eseguito la mattina del 5 novembre all’ospedale Guglielmo da Saliceto dall’equipe sanitaria del dottor Daniele Vallisa, primario di Ematologia. 

«E’ un risultato d’equipe - sottolinea subito Vallisa - grazie a un ospedale che lavora in un efficiente sincronismo tra le forze cliniche, la direzione e il volontariato».

Il direttore generale dell’Ausl Luca Baldino ha messo in luce come «si parli sempre di eccellenze piacentine, e questa è sicuramente una delle più rilevanti, riconosciuta in tutta la regione come uno dei centri più importanti dell’Emilia. Con quattrocento trapianti in 10 anni, siamo il terzo centro della regione, con un livello di qualità altissimo. Questo traguardo permetterà di affermarci nell’ambito dell’area vasta. Siamo anche l’unico centro in Emilia accreditato a livello europeo, sia sui trapianti che sull’attività di laboratorio».

Sono due i tipi di trapianti che vengono effettuati: quelli autologhi e quelli allogenici in cui entra in gioco un famigliare o un donatore esterno da registro. Questa seconda attività di trapianto è ben più complessa per quel che riguarda la valutazione della compatibilità, e la verifica dei sistemi immunitari del ricevente e del donatore, con anche rischi di problematiche infettive o di rigetto. Proprio per questi motivi entra in gioco anche la delicata attività di laboratorio.

«Effettuare tutte queste procedure a Piacenza - riprende Vallisa - significa dare al paziente tutte le chances possibili, senza obbligarlo a rivolgersi altrove e alla cosiddetta migrazione sanitaria. Un’attività che viene effettuata secondo criteri di accreditamento severi, che danno solide garanzie al paziente. Proprio per questo siamo un polo di attrazione anche da altre zone dell’Emilia e del Basso lodigiano».

«Il laboratorio di immunogenetica - spiega la responsabile Angela Rossi - si occupa di lavorare su vari versanti: in primis si occupa delle indagini genetiche che servono per stabilire la compatibilità fra il paziente in attesa di trapianto e il possibile donatore di midollo; ma lavoriamo anche sulla manipolazione delle cellule staminali perché, una volta che vengono donate con il midollo osseo, prima di essere re-infuse al paziente, soprattutto nel procedimento autologo, c’è una manipolazione. Il nostro laboratorio ha i requisiti di accreditamento per poterlo fare. Siamo anche il centro di riferimento per i donatori di midollo osseo a Piacenza, curando il registro delle persone sane che si mettono a disposizione dei pazienti in attesa di trapianto. Infine forniamo anche donatori alle ematologie italiane o estere, così come riceviamo donazioni di midollo dall’estero per i pazienti di Piacenza». 

A proposito di donazioni, riprende Baldino: «Sono importanti la volontà e la capacità dei nostri cittadini di donare midollo osseo. Si tratta solo di dare la propria disponibilità, visto che attualmente le probabilità di trovare un midollo compatibile sono di una su centomila. Più sono le persone che danno la loro disponibilità, maggiore è la possibilità di salvare la vita di chi ha bisogno». 

L’importanza del volontariato è stata sottolineata anche da Laura Battaglia di Apl (Associazione piacentina leucemie e linfomi): «Cure e macchinari sono sempre più costosi. In questi anni con l’aiuto di molti piacentini abbiamo fornito attrezzature all’avanguardia, oltre a fornire anche personale medico sanitario. Diamo ovviamente anche supporto al reparto e ai pazienti, arrivando dove l’azienda, per tanti motivi, a volte non riesce ad arrivare».

L’incontro è stato concluso con la bella testimonianza di un piacentino che ha vinto la sua battaglia contro la leucemia. «Ho incontrato professionalità e umanità - racconta Stefano Prazzoli - Dopo la diagnosi di leucemia, anni fa, furono momenti difficili per me e la mia famiglia. Sono arrivato fino al trapianto di staminali grazie alla donazione da mio fratello, e questo mi ha permesso di tornare a vivere a pieno la mia vita, tanto che poi ho avuto la fortuna di avere anche due bambini. Ma soprattutto il vantaggio di essere curato nella mia città e non dover migrare altrove. Può accadere a chiunque di ammalarsi, ma essere curati nella propria città da un’equipe di medici di elevata competenza e umanità ti permette di concentrarti su come affrontare tutto passo per passo».

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