«Stazione mobile in via Caccialupo? Insicura, poco dignitosa e inclemente per i carabinieri al caldo. Serve una sede nuova»

Intervento della segreteria regionale del Nuovo Sindacato Carabinieri sulla questione della caserma Levante

La stazione mobile approntata in via Caccialupo

Il Nuovo Sindacato Carabinieri torna a farsi sentire sul caso Levante. Dopo la polemica di pochi giorni fa circa alcuni aspetti dell'indagine che ha portato all'arresto dei carabinieri della Levante e al sequestro della caserma, la segreteria regionale dell'Emilia-Romagna punta ora il dito sulla situazione di questi giorni all'esterno del complesso di via Caccialupo, dove a tempo di record il comando generale dei carabinieri ha approntato una stazione mobile, ventiquattrore al giorno, per sopperire alla mancanza temporanea (almeno fino a quando durerà il sequestro da parte della Procura) dello storico presidio nella zona di via Scalabrini.
Nel mirino del sindacato ci sono sia la sicurezza della stazione stessa, sia quella dei carabinieri che vi stanno prestando servizio. 

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«La collocazione di mezzi militari come la nota “Stazione Mobile” (un veicolo attrezzato anche per svolgere mansioni burocratiche in emergenza) dinanzi la caserma sede della Stazione Carabinieri di Piacenza Levante sigillata e sequestrata dall'autorità giudiziaria - scrive il sindacato - potrebbe infatti essere una dimostrazione tangibile ed eloquente di quanto il benessere e la dignità del personale stiano veramente a cuore alla scala gerarchica. La “Stazione Mobile” non offre garanzie di tutela in un momento così “acceso”. Temiamo che non si possano escludere degli “attacchi” o atti di “vandalismo” ad opera di soggetti o movimenti “antagonisti” appartenenti al “partito degli anti forze dell’ordine”. Insomma, un presidio “gran poco presidio”. Non parliamo poi delle esigenze fisiologiche dei militari, delle loro esigenze corporali e della necessità di recuperi psicofisici, sotto temperature e condizioni senz’altro inclementi. Interveniamo quindi per suggerire coralmente al comandante Ggnerale dell’Arma dei carabinieri e al comandante della Legione Carabinieri Emilia-Romagna, di attivarsi, se non già fatto, presso i ministeri e le amministrazioni locali piacentine, che senz’altro amano e stimano l’istituzione e i suoi appartenenti e vorranno rendersi utili alla causa, perché, interrompendo di fatto con il triste passato della caserma di Piacenza Levante, individuino ed allestiscano al più presto delle unità immobiliari moderne, adeguate e compatibili con le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, magari ariosi, spaziosi e luminosi, in cui la Stazione Carabinieri di Piacenza Levante possa tornare ad esistere e ad accogliere i cittadini, consentendo ai nuovi militari impiegati di proseguire in un contesto trasparente e spazioso, sebbene provvisorio».

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