Stop a nuovi insediamenti di logistica a Roncaglia, lunedì la consegna delle firme al sindaco

Il comitato: «Ogni decisione sulla logistica sia rinviata al PUG (Piano Urbanistico Generale) da avviare entro il 2021, anticipato da una seria valutazione ambientale preventiva preventiva e cumulativa di tutti i fattori di inquinamento»

Il comitato

"Basta logistica e cemento salva il suolo! Piacenza vuole respirare", questo è lo slogan con il quale il comitato dei cittadini  e Legambiente, organizzano un sit in lunedi 25 febbraio alle 17 in Piazzetta San Francesco nei pressi di Piazza Cavalli al quale tutta la cittadinanza è invitata, in concomitanza con la seduta del consiglio comunale che proprio quel giorno discuterà l’approvazione della delibera di indirizzo sui criteri di valutazione da applicarsi per l’accoglimento o meno delle manifestazioni di interesse a costruire presentate dagli operatori economici a seguito della nuova  legge urbanistica regionale.

«Nella seduta del consiglio comunale del 25 febbraio  - si legge nella nota dal comitato - si decide il futuro di Piacenza quanto a logistica, nuovi centri commerciali e nuovo residenziale e l'appello dei cittadini  è forte e chiaro: basta alla nuova logistica, con i suoi immensi capannoni e le migliaia di inquinanti camion a corredo. Basta consumare suolo agricolo, basta peggiorare la qualità dell'aria. Verranno inoltre consegnate al sindaco le migliaia di firme raccolte, dal comitato e Legambiente, nella campagna di sensibilizzazione "Sos Logistica Piacenza" per chiedere lo stop a nuovi insediamenti di logistica a Roncaglia e Piacenza». «La logistica  - prosegue la nota - ha dimostrato di produrre vantaggi solo agli operatori immobiliari e alle imprese multinazionali ma scarsissimi vantaggi al territorio sia in termini di occupazione che ambientali. Nella stragrande maggioranza una occupazione dequalificata e gestita mediante cooperative  che hanno fatto regredire i diritti dei lavoratori all’epoca della prima rivoluzione industriale. In termini ambientali portando una concentrazione abnorme e senza controllo di traffico di camion che ha accresciuto, in misura inaccettabile, l’inquinamento atmosferico già gravemente critico in tutta la pianura padana ma ancora più elevato nell’area Est di Piacenza, già bersagliata da altre gravissime fonti di inquinamento (autostrade, inceneritore, cementificio, centrale termoelettrica, ecc)».

«A questo proposito l’appello accorato e la richiesta dei cittadini al consiglio è che ogni decisione sulla logistica  sia rinviata  al PUG (Piano Urbanistico Generale) da avviare entro il 2021, anticipato da una seria valutazione ambientale preventiva preventiva e cumulativa di tutti i fattori di inquinamento , condotta da un centro studi indipendente che stabilisca con chiarezza i vincoli entro cui la pianificazione si dovrà muovere. Quello che è necessario a Piacenza oggi, considerata la grave situazione ambientale che la caratterizza, è decidere e pianificare solo  quelle nuove attività che sono veramente compatibili con le condizioni ambientali del territorio e non certo fare nuova logistica perché lei ha scelto Piacenza – come dice l’Associazione Industriali».

«L'appello - prosegue - rivolge inoltre ai consiglieri la richiesta di non commettere gli stessi errori di valutazione del passato, approvando criteri che consentano di cementificare  prezioso terreno agricolo nelle frazioni. Non solo si  permetterebbe di consumare ancora suolo agricolo perso per sempre, ma si  intensificherebbe in questo modo lo svuotamento del centro storico da abitanti  e servizi. Un centro storico sempre più abitato da popolazione anziana e  straniera, in edifici spesso degradati. Mentre quello che occorre è un vero piano di recupero e riuso degli  edifici esistenti. Infine un appello accorato  rispetto al settore commerciale. Occorre  una moratoria, non per ingessare l’economia, ma per non fare errori che tutta la cittadinanza potrebbe pagare a caro prezzo, con effetti che potrebbero cambiare il volto della città e la dinamica delle relazioni sociali ed economiche. Basti pensare agli effetti  sui negozi di vicinato e sulla mobilità interna alla città se la disponibilità di merci fosse concentrata solo nelle strutture di media e grande distribuzione. Il messaggio del sit-in al Sindaco ed ai Consiglieri  è chiaro: occorre fermarsi e riflettere sul futuro di Piacenza».

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