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«Su ponte Lenzino disattese tutte le richieste del territorio»

Il presidente della Provincia Barbieri: «La Valtrebbia sta pagando tanto questa situazione. Nessun aspetto convince: dai costi quadruplicati del provvisorio a tempi e spese per il definitivo. E il commissario formalmente non c’è ancora»

All’appello del primo cittadino di Cerignale Massimo Castelli - un comitato a tutela dell’Alta Valtrebbia nella vicenda Ponte Lenzino - risponde presente anche il presidente della Provincia Patrizia Barbieri, che condivide pienamente le rimostranze dei sindaci. Le ultime novità esternate da Anas sul cantiere del ponte provvisorio e sul progetto del ponte definitivo non trovano condivisione nel Piacentino.

«Rimango sorpresa – interviene Barbieri - dal fatto che tutti i suggerimenti e le indicazioni dei sindaci della vallata non siano stati tenuti in considerazione. Ci ritroviamo con un ponte provvisorio che doveva costare inizialmente poco più di un milione e ora vede i costi quadruplicati. S’intende fare un ponte definitivo da 21 milioni di euro, cifra enorme, che sarebbe stata molto più che utile per ammodernare importanti tratti della Statale 45». Ma le storture, secondo il presidente, non finiscono qua. «È stata disattesa anche la richiesta di portare avanti i lavori del provvisorio e del definitivo insieme, visto che il secondo cantiere partirà nella primavera del 2022 con la previsione di essere completato nel 2023».

Tutte le necessità e le esigenze del territorio non sono state ascoltate. «Le richieste dei sindaci – prosegue il presidente - sono state dimenticate. Condivido appieno il sentimenti degli amministratori locali della Valtrebbia. La situazione lascia tutti perplessi, dopo che diversi dubbi erano stati esplicitati già durante i primi sopralluoghi successivi alla caduta del ponte. Avevamo contestato da subito anche l’idea di rifare il ponte sopra quello crollato».

«Si era chiesto ad Anas – incalza ancora Barbieri - di essere incisiva, di fare presto. Francamente sono state disattese tutte le aspettative del territorio. Si sta mettendo in difficoltà una valle che sta pagando tanto. Oltre al Covid, che affligge tutti, avere anche i collegamenti in questo stato incide troppo sulle attività, le famiglie e gli anziani che necessitano di servizi».

Barbieri segnala anche un’altra “incongruenza”. «Un’altra situazione che non condividiamo – conclude - è la nomina del commissario Anas. È stato proposto Aldo Castellari, ma non ancora ufficializzato. E il tempo è passato. Insomma, tutte le condizioni che avevamo discusso in questo percorso non si sono poi rivelate». D’accordo con queste valutazioni anche il consigliere regionale Matteo Rancan. «Il progetto è completamente sbagliato. Anas ancora una volta si dimostra lontana dalle esigenze dei territori e dei cittadini».

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