«Sul cibo quanti falsi miti! Bisogna affidarsi alla ricerca scientifica»

La conversazione del professor Lorenzo Morelli preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali della Cattolica all’Auditorium della Fondazione

Che il cibo assunto sia strettamente collegato alla salute, è dato inconfutabile evidenziato già dall’antichità, con Galeno ed Ippocrate e poi dalla scuola di Salerno. Perché “mangiare - è stato evidenziato - è “una professione che dura tutta la vita”. Ma sul cibo anche tanti falsi miti, per far risaltare i quali, presso l’Auditorium della Fondazione, è stato chiamato il preside della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica, prof. Lorenzo Morelli, notissimo scienziato che, con le sue ricerche, ha permesso l’utilizzazione a fini probiotici dei lactobacilli.

Così partendo dalla celeberrima affermazione (che risale al 1904) “una mela al giorno toglie il medico di torno”, Morelli ha messo in rilievo alcuni “falsi miti”, perché le reali caratteristiche nutrizionali devono essere dimostrate scientificamente ed attraverso ricerche e protocolli  di particolare accuratezza. “Molti gli esempi: il ferro contenuto negli spinaci (quello del celeberrimo cartoon Braccio di ferro), non è biodisponibile; ed i prodotti biologici, certo più eco-compatibili, non hanno proprietà nutrizionali superiori a quelli tradizionali. Ed ancora: zucchero bianco o grezzo? E’ lo stesso; nel secondo è solo presente un po’ di potassio. Anche lo yogurt  contiene lattosio, il 50%, ma quando questi batteri passano nel piccolo intestino, i sali di bile li eliminano e quando arriva nel colon non ce ne sono più. Siamo- ha detto Morelli- l’unica specie che cuoce i cibi per diminuire il numero di batteri”.

Ed ancora: l’ananas non brucia i grassi; ha un enzima proteolitico che aiuta a digerire, ma non elimina le calorie. E il lombo di maiale ha molti meno grassi della mozzarella. “Sono verità scientifiche? Il termine adeguato - ha specificato Morelli- è quello di consensi condivisi, che necessitano di anni di costosissima sperimentazione, linee-guida rigidissime su cui si fonda il consenso del mondo scientifico”. Morelli ha poi spiegato alcuni aspetti salienti della legislazione europea che è dovuta intervenire a più riprese per adeguare la normativa su alimenti che hanno un impatto favorevole su alimentazione e benessere. Così il codex alimentarius dice che non si può utilizzare il termine nutraceutico, alimento funzionale, salutistico.

Su molti prodotti alimentari si trovano diciture che ne promuovono la composizione o che spiegano quali vantaggi per la salute derivano dal loro consumo. Sono i claims nutrizionali e i claims salutistici. Nel 2006 la Commissione europea ha deciso di fissare le regole di questa complessa e delicata materia, chiarendo cosa si può dire e come lo si deve fare. Le norme non si applicano solo alle dichiarazioni riportate sulle confezioni dei prodotti, ma anche a quelle utilizzate per esempio nella pubblicità o nei siti web.

L'obiettivo è quello di garantire ai consumatori che le dichiarazioni dei produttori siano corrette, comprensibili e scientificamente fondate. I claims nutrizionali spiegano la composizione. Il regolamento permette solo alcune indicazioni, ad esempio “povero di grassi”, “senza zuccheri aggiunti”, “ricco di fibre”, e spiega quali caratteristiche deve avere un alimento per poterle utilizzare. I claims salutistici sono le indicazioni che mettono in relazione un nutriente o un alimento con un effetto fisiologico benefico, con la prevenzione di alcune malattie. Anche in questo caso, la Commissione europea ha fissato le regole di impiego stabilendo che le aziende interessate ad impiegarli devono presentare dossier scientifici complessi e accurati a seguito di specifiche sperimentazioni. Il Claims rappresenta senza dubbio un vantaggio per il consumatore, ma anche una sfida per le aziende alimentari che sono chiamate a dimostrare di essere capaci di supportare scientificamente le proprietà nutrizionali e salutistiche dei propri prodotti. Il caso più recente è quello degli steroidi vegetali che abbassano il colesterolo. Conclusione: l’alimentazione ha sicuramente impatto sulla salute; essenziale è una dieta equilibrata nel suo complesso, con alimenti studiati per specifici scopi.

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