Sul rapinatore macedone pendeva un mandato di cattura internazionale

Il rapinatore macedone era ricercato anche in patria per una condanna da scontare di due anni

Il macedone era ricercato anche in patria. Nel corso degli approfonditi controlli sull’identità del sedicente rapinatore macedone che si è reso responsabile, unitamente ad un complice, della rapina alla gioielleria di Corso Vittorio Emanuele II, sono emersi svariati alias, tra cui uno di questi è risultato gravato da un mandato di arresto internazionale. Dopo gli approfondimenti dei carabinieri di Piacenza sviluppati con il servizio Interpol di Roma, nel corso delle ultime ore è stato possibile eseguire un ulteriore arresto che gravava sul rapinatore macedone 29enne, per metterlo a disposizione della Procura Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Bologna. 

L’arresto ai fini estradizionali è stato richiesto sin dall’agosto 2016 dalle Autorità macedoni, in forza di una sentenza definitiva del 2015, per fatti del febbraio 2014, quando il predetto, in un negozio macedone aggredì tre persone, provocando a loro lesioni gravi, tanto da essere stato condannato a scontare due anni di reclusione, irrogati dal Tribunale Primario di Strumica (Macedonia). Una volta convalidato l’arresto temporaneo a Bologna ed informata la Magistratura macedone tramite il servizio Interpol, sarà possibile per quel Governo chiedere all’Italia l’estradizione. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • San Nicolò, schianto all'incrocio tra un'ambulanza e un'auto: quattro feriti

  • «Noi facciamo sesso, licenziateci tutte». Il Centro Tice prende posizione sul caso della maestra di Torino

  • Con la caldaia rotta accendono il gas per scaldarsi, famiglia intossicata

  • In auto centra tre vetture in sosta e si ribalta. Illeso

  • Farini, addio al ristoratore Adriano Figoni

  • Animale sulla strada, si ribalta con l'auto in un campo: ferito

Torna su
IlPiacenza è in caricamento