«Sulle accuse a Caruso abbiamo opinioni diverse»

La difesa: «Presenteremo una memoria, in attesa dell’arringa di ottobre. L’indagine si basa sulle dichiarazioni di un imprenditore e sull’interpretazione di alcune telefonate»

Giuseppe Caruso

«Ci aspettavamo una richiesta di pena, non siamo sorpresi. Ora stiamo preparando una memoria scritta e ci prepareremo alla discussione della difesa, che sarà in ottobre». Anna Rosa Oddone (Foro di Torino) è l’avvocato difensore di Giuseppe Caruso, per il quale, il 30 luglio, il pm della Dda di Bologna, Beatrice Ronchi, in oltre 4 ore di requisitoria, ha chiesto al giudice per l’udienza preliminare la condanna a 15 anni e 10 mesi, all’interno del processo Grimilde. Caruso, presente all’udienza con un collegamento video dal carcere di Voghera - è accusato di associazione a delinquere di stampo mafioso per aver operato con la cosca della ‘ndrangheta dei Grande Aracri.

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Caruso, con altri 47 imputati, ha scelto il rito abbreviato. In totale la procura antimafia ha chiesto pene per 250 anni di carcere, chiedendo l’assoluzione di una sola persona. Giuseppe Caruso e il fratello Albino - entrambi arrestati il 25 giugno 2019 - sono accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso, truffa aggravata ed estorsione (Giuseppe anche di corruzione). Per Albino, difeso dall’avvocato Marina Vaccaro (Foro di Pescara), la pubblica accusa ha chiesto 15 anni. Caruso all’epoca era presidente del Consiglio comunale, in quota Fratelli d’Italia e venne subito espulso dal partito. «E’ un processo complesso - ha spiegato Oddone - e abbiamo opinioni diverse, rispetto all’accusa, sul reato di associazione. L’inchiesta si basa, poi, sulle dichiarazioni di un imprenditore e sull’interpretazione di alcune telefonate». Caruso - che ha sempre affermato di non aver nulla a che fare con il crimine organizzato - è detenuto nel carcere di Voghera, in regime di 41 bis, dal quale aveva anche lanciato un appello per le sue precarie condizioni di salute. Il fratello Albino si trova nel carcere di Lanciano.

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