Sulpl e Csa ai confederali: «Basta raccontare bufale ai lavoratori»

«Basta raccontare bufale ai lavoratori. Per disposizione di legge non si può stabilire la distribuzione delle risorse se non dopo averle definite. Pertanto, non essendo state definite per l’anno prossimo, le stesse non possono impegnarle da ora. Quindi, quello che raccontate ai lavoratori è solo una presa per i fondelli, infatti, nel 2020 ci sentiremo dire, grazie a voi, che le regole non ci permettono di fare ciò e che occorre ritrattare tutto. Sapete anche che corrispondere alla Polizia Locale 6 euro (che non verranno mai indicati nel contratto) depaupererebbe il fondo al punto da non poter corrispondere nulla ai dipendenti comunali, e questa sarebbe una grave ingiustizia, che noi non avalleremo mai». Replicano il segretario provinciale Diccap Sulpl, Miriam Palumo e  Mattia Rizzi, segretario provinciale Csa, ai sindacati confederali.

«Va inoltre specificato, anche se non occorrerebbe,  - continua la nota - che il nostro stato di agitazione non è solo per la mancata corresponsione delle indennità a una esigua parte della Polizia Locale, ma anche agli assistenti sociali, manutentori e tutti i lavoratori a cui per legge spettano le indennità di particolari condizioni lavoro. Ci chiediamo (ma in modo retorico) e vi chiediamo: come mai l’Amministrazione ha così a cuore l’ampliare il più possibile le progressioni orizzontali, consci che la platea a cui si rivolgono riguarderà ancora per il 2019 forse il 10% delle eccellenze? E come mai la delegazione trattante di parte pubblica non teme l’intervento del Mef per l’eccezione fatta rispetto alla decorrenza delle progressioni a far data dal 1.1.2019?».

«La litania ripetuta a chiusura di ogni anno, di condividere un ulteriore sforzo per poi calendarizzare in tempi brevi tutta una serie di incontri per la definizione del CDI dell’anno che verrà è una favola che ha stancato e che negli anni ha perso ogni significato, e l’anno che si sta per concludere ne è la prova. Noi non saremo mai complici del sistema a danno dei lavoratori, questo deve essere ben chiaro. Perché non avete replicato sul punto a voi contestato da noi riguardante il fatto che avete impedito (CISL, UIL e un rsu) ai lavoratori di votare? Bisogna sempre rispettare i lavoratori. Quei colleghi ieri hanno dedicato a noi due ore del loro tempo e a gran voce hanno urlato di voler esprimere il diritto di voto, ma glielo avete impedito».

«Per quanto attiene alle prerogative sindacali vi consigliamo di dare una rispolverata allo Statuto dei Lavoratori (che ancora non sono riusciti a modificare): il Sulpl conosce molto bene le regole, infatti la Palumbo ha indetto lo stato di agitazione in qualità di Segretario Provinciale DiCCAP e si è seduta al tavolo in assemblea in qualità di Rsu, precisando che lo stato di agitazione era stato indetto dalle sigle sindacali di riferimento! Il Sulpl, pur non essendo rappresentativo (e qui dovremmo scrivere un libro sulla Rappresentatività!) conserva infatti tutte le prerogative sindacali sancite dallo Statuto dei Lavoratori. Ci meraviglia che ad avere la pretesa di farci formazione sindacale siano coloro che non sono nemmeno in grado di leggere attentamente i documenti, forse non li avete letti  con la medesima serenità con la quale dite di aver replicato. Presto o tardi comunque vi illustreremo la teoria della rappresentatività e i buchi neri della democrazia. Il Csa dal canto suo, pur avendo sottoscritto a livello nazionale il CCNL del 21.05.2018, a livello provinciale ha dimostrato a più riprese di avere grande onestà intellettuale, intraprendendo giuste azioni nell’interesse dei Lavoratori».

«Ci stupiamo di come qualche talpa, che a questo punto è venuta allo scoperto, abbia fatto in modo di far proporre al Direttore Generale una esternazione fatta di getto da una rsu del Sulpl in una riunione informale e tra pochi intimi. Il nostro è un sindacato libero, che non deve obbedire pedissequamente a ordini di scuderia, un sindacato nel quale si discute e ci si confronta. Lo abbiamo fatto, anche con i colleghi del Sulpl e del Csa, e la proposta non è stata accolta dalla maggioranza. Tutto qui. La conclusione della vostra replica è un palese tentativo di censurare il dissenso, cosa che di questi tempi va molto di moda, cercando di intimorire la controparte. Aver ridotto i colleghi turnisti a lavorare quasi gratis durante le festività, accettare che l’amministrazione imponga gli straordinari per lavorare per soggetti privati con l’avallo di una parte sindacale come lo definireste? Quale altra definizione si può dare? Di lavoratori costretti a lavorare in barba a tutta una serie di diritti?». 

«Sulle eventuali azioni che intenderete intraprendere a tutela della vostra onorabilità,  - concludono - ne discuteremo nelle opportune sedi, non certamente sulla stampa. Il vostro contratto collettivo nazionale,  da voi sottoscritto nel 2018 è una boiata. E’ per questo che a livello decentrato  si cerca di correggere le sue innumerevoli storture: potremmo usare la metafora di una minestra venuta malissimo, che tentiamo solo di insaporire per quello che ci è possibile, al fine di renderla meno sgradevole. In conclusione, deve essere ben chiaro che noi non amiamo le divisioni o fare cinema, come affermato ieri dal Direttore Generale; semplicemente siamo coerenti e se saliamo sulle barricate è solo per difendere i diritti di tutti i lavoratori, ribadiamo di tutti».

                                                                                                                                                               

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