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Taglio di alberi al Parco Provinciale, in tre rinviati a giudizio

Il processo, con i reati prossimi alla prescrizione, comincerà in settembre. Gli imputati accusati di tentata indebita percezione di erogazioni pubbliche ai danni dello Stato, invasione di terreni e tentato furto di legname

Tutti rinviati a giudizio i tre imputati accusati di aver tagliato degli alberi, e di aver tentato di impossessarsi del legname, al Parco Provinciale sul Monte Moria. Lo ha deciso, il 16 maggio, il giudice per le indagini preliminari Stefania Di Rienzo, accogliendo al richiesta del pm Emilio Pesante. Luigi Oddi (presidente della cooperativa Casale del Sole), Marco Rigolli (ex sindaco di Morfasso ed ex vicepresidente della coop agricola Parco Monastero) e Andrea Cardiaci (ex presidente della coop Parco Monastero) sono accusati di tentata indebita percezione di erogazioni pubbliche ai danni dello Stato, invasione di terreni e tentato furto di legname.

Il processo - sul quale pende la prescrizione che scatterà all’inizio del prossimo anno - comincerà in settembre. Undici le persone che si sono costituite parti civili. Sono i proprietari degli alberi tagliati. Molti gli avvocati incaricati della difesa: Oddi è difeso da Monica Testa e Maria Cristina Gardella; Rigolli è assistito da Lorenza Dordoni e Stefano Moruzzi; Cardiaci è difeso da Carlo Alberto Caruso e Maria Rosa Zilli. Nove parti civili si sono costituite con l’avvocato Umberto Fantigrossi e due con Maria Paola Canepari (oggi rappresentati dall’avvocato Valter Coppelli).

Il giudice Di Rienzo ha riqualificato i reati, dopo aver restituito gli atti alla procura, accogliendo così la richiesta dei difensori che avevano presentato alcune memorie. Sono caduti così i reati di falso e tentata truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Il processo era cominciato nel febbraio del 2015, ma il pensionamento del giudice titolare ha fatto slittare tutto perché si doveva riassegnare il dibattimento. L’inchiesta era cominciata nel luglio del 2012, dopo un esposto del sindaco di Lugagnano, Jonathan Papamarenghi e dell’avvocato Umberto Fantigrossi. I due avevano segnalato un taglio di alberi indiscriminato al Parco provinciale. L’inchiesta venne svolta dal sostituto procuratore Pisante.

Secondo le accuse, le cooperative che avrebbero tagliato il legname, avrebbero anche ricevuto parte dei fondi - alcune decine di migliaia di euro - di un finanziamento di oltre 700mila, concesso dalla Regione con soldi provenienti dall’Unione Europea. L’avvio dell’inchiesta della procura, e i controlli della Provincia sulle erogazioni, bloccò il versamento del denaro pubblico. A far partire la procura, furono le denunce di alcuni proprietari - diversi di loro abitavano all’estero - dei terreni su cui si trovavano gli alberi: piante tagliate e legname scomparso. Una ventina di loro presentò denuncia di furto ai carabinieri di Lugagnano, denunce che vennero allegate all’inchiesta principale. Molti di loro dissero di non sapere nulla di opere di pulizia e affermarono di aver stipulato accordi orali con l’Agenzia delle Entrate.

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