Taser in dotazione alla Polizia Locale, ok dalla Giunta alla sperimentazione

Per sei mesi due agenti del corpo di Polizia Locale di Piacenza sperimenteranno l’utilizzo di due pistole con impulsi elettrici nelle situazioni più a rischio. Ecco cosa prevede il regolamento per l'impiego dei taser

I taser

L’Amministrazione Barbieri ha deciso di dare avvio alla sperimentazione di armi ad impulsi elettrici in dotazione di reparto del personale del Corpo di Polizia Locale di Piacenza. Si tratta dei taser, pistole elettriche, strumenti di cui si stanno dotando molti comuni italiani sul fronte sicurezza (già in dotazione per la Polizia di Stato), dopo l'entrata in vigore del Decreto Sicurezza del ministro dell'Interno Matteo Salvini lo scorso autunno. Sarà necessario così integrare l’attuale regolamento della Polizia Locale di Piacenza e aggiornarlo. La Giunta ha dato intanto il suo ok alla sperimentazione, nella seduta dell’11 luglio. L’assessore competente sul tema è Luca Zandonella, che ha la delega alla sicurezza. «Tali dispositivi – si legge nella delibera approvata dalla Giunta - sono considerati strumenti ormai indispensabili per garantire la sicurezza degli operatori e delle persone coinvolte durante gli interventi su persone pericolose od alterate da alcool o stupefacenti per le quali in tempi recenti gli interventi sono aumentati sensibilmente». La sperimentazione, di sei mesi, è possibile soltanto nei comuni capoluogo di provincia o quelli con popolazione superiore ai 100mila abitanti a dotare in via sperimentale. Il Comune metterà a disposizione due taser per due agenti che seguiranno un programma di addestramento per il personale.

CHE COS'È IL TASER?

Si tratta di un'arma non letale che utilizza l’elettricità (una scarica ad alta tensione e bassa intensità di corrente) per far contrarre i muscoli di chi viene colpito. La persona su cui viene utilizzato il dispositivo viene immobilizzata totalmente. Il funzionamento è semplice: quando viene azionato il taser proietta due piccoli dardi sulla vittima. Questi sono collegati tramite dei fili elettrici al resto del dispositivo che produce una scarica rilasciata in brevissimi impulsi. Per funzionare correttamente entrambi i dardi devono colpire il bersaglio, ma non è necessario che attraversino i vestiti, inoltre è possibile toccare il soggetto colpito senza subire l'effetto del taser perché l'elettricità passa solo per il percorso più breve che unisce i due dardi.

QUANDO SI POSSONO USARE I TASER

L’utilizzo di queste “armi elettriche” – secondo il regolamento che verrà discusso in commissione e in Consiglio comunale - «deve essere l’estremo mezzo per rendere innocui soggetti estremamente agitati e aggressivi, armati con armi da sparo, armi da taglio e similari o corpi contundenti atti a costituire grave pericolo per l’incolumità pubblica e degli agenti operanti». Il regolamento precisa anche come in cui i due agenti potranno utilizzare il taser. «Nel caso un operatore, durante la sperimentazione, ipotizzi di dover far ricorso all’arma ad impulsi elettrici, deve collocarsi a non meno di tre metri e non più di sette metri dal soggetto da immobilizzare. Per fare desistere il soggetto dalla condotta in atto l’operatore mostra senza impugnarla l’arma ad impulsi elettrici ed attua una adeguata comunicazione verbale».

L’estrazione dell’arma deve avvenire, preferibilmente, in presenza di un secondo agente. «Qualora la condotta aggressiva persista da parte del soggetto - sempre secondo il regolamento approvato in Giunta - l’operatore toglie la sicura dall’arma ad impulsi elettrici e la punta nei confronti del soggetto utilizzando i puntatori laser a scopo deterrente ed attua una adeguata comunicazione verbale». Come deterrente l’operatore può utilizzare il pulsante “warning arc” mostrando e facendo udire al soggetto il «crepitio polizia taser ok-2dell’arco voltaico», «accompagnando il tutto con una adeguata comunicazione verbale».

Qualora nessun tentativo di dissuasione abbia sortito effetto sull’atteggiamento aggressivo del soggetto, l’agente può schiacciare il grilletto e far partire il primo colpo. È possibile anche un secondo colpo. Dopo, gli agenti possono procedere alle operazioni di immobilizzazione ed ammanettamento. Al termine dell’intervento l’agente dovrà richiedere l’intervento del personale sanitario del 118, che dovrà mantenere costantemente sotto controllo il soggetto.

La decisione di utilizzare l’arma deve considerare per quanto possibile il contesto dell’intervento ed i rischi associati con la caduta della persona, in particolare dovrà essere evitato l’utilizzo dell’arma in presenza di gradini e di altri elementi architettonici e di arredo spigolosi. L’arma non potrà essere utilizzata nei confronti di soggetti in evidente stato di gravidanza o di disabilità motoria, nonché «nei confronti di soggetti che dichiarino chiaramente di essere portatori di pace maker o altro dispositivo di regolarizzazione cardiaca ovvero su soggetti che si siano cosparsi di liquidi o sostanze infiammabili». L’arma non potrà essere utilizzata in ambienti ad elevato rischio di incendi od esplosivi (distributori o depositi di carburanti, autocisterne adibite al trasporto di materiali infiammabili o esplodenti) o nella loro prossimità.

I TASER DOPO LE BODY CAM

Nei giorni scorsi l’Amministrazione aveva scelto di acquistare dieci “body cam” da dare in dotazione al corpo di Polizia Locale nell’ambito delle sue attività. Con una spesa di 13mila e 725 euro (Iva compresa) l’ente ha deciso di fornire questo servizio: le body cam di sicurezza personale possono agevolare e aiutare gli agenti in potenziali situazioni di rischio come la tutela dell’ordine pubblico, trattamenti sanitari obbligatori, sgomberi, interventi contro l’abusivismo e altre particolari azioni. Possono anche servire come fonte di prova in eventuali procedimenti giudiziari in Tribunale. Nei momenti più ostici dell'attività della Polizia Locale, gli agenti saranno più tutelati nell'esercizio delle loro funzioni. 

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