Tempi, la Filt Cgil dichiara lo stato di agitazione: "Con i tagli turni di lavoro massacranti"

Tempi Spa, la Filt Cgil dichiara lo stato di agitazione e invia una lettera alla Prefettura: "Con i tagli turni di lavoro massacranti e sicurezza a rischio, l'azienda risponda entro il 3 giugno"

autobus1La Filt Cgil di Piacenza dichiara lo stato di agitazione nei confronti dell'azienda del trasporto pubblico locale di Piacenza, Tempi, attraverso una lettera inviata nella tarda mattinata di oggi, 30 maggio, a Tempi Spa e a Tempi Agenzia e per conoscenza al prefetto di Piacenza Antonio Puglisi e agli Enti proprietari Comune e Provincia di Piacenza. “I tagli che hanno ridotto il servizio per gli utenti hanno modificato profondamente anche le condizioni di lavoro dei dipendenti e hanno ricadute importanti anche sulla sicurezza” spiega Marco Efori, segretario generale Filt Piacenza che insieme ad alcuni autisti di Tempi ha tenuto una riunione in Camera del Lavoro.

TURNI DI PERCORRENZA - “Sono stati modificati i turni e i tempi di percorrenza, ossia il tempo che l'azienda ci dà per percorrere il giro completo di una linea – spiegano alcuni autisti - e per esempio le linee 16 e 17, le due “circolari” della città, prima erano divise su 8 mezzi, ora lo stesso servizio in minor tempo devono farlo 4 mezzi, la metà”. “Una riduzione esemplare su come i tagli siano andati a discapito della sicurezza e delle condizioni psico-fisiche dell'autista – spiega ancora Efori – tutti problemi che abbiamo sottoposto all'azienda, presentando anche soluzioni che, dal nostro punto di vista, potevano migliorare le condizioni ma che non sono state ascoltate e nemmeno prese in seria considerazione”.

CONTRATTO FERMO DAL 1994 - Gli autisti entrano nel merito dei problemi, spiegando che il rispetto degli orari più risicati cozza spesso con altri fattori: “O si rispettano gli orari non andando in bagno e sfruttando al massimo il codice della strada - con un rischio per tutti - oppure non bastano i minuti contingentati per fare i 13 dossi della linea 18: anche se un pedone attraversa la strada è un ritardo che rischia di non permetterti di rispettare gli orari”. Inoltre, spiega la Filt Cgil, in Tempi permane il problema dell'officina meccanica che è sotto organico. “I lavoratori dell'officina permettono a mezzi che hanno 30 anni di andare regolarmente in servizio, e a chi dice che sono stati presi i mezzi nuovi rispondiamo che è vero – aggiunge Efori – ma gli ricordiamo che la media dei bus in servizio a Piacenza è di oltre 11 anni. Il servizio dell'officina viene riconosciuto in termini di efficienza da più parti, ma i lavoratori si sono stufati delle pacche sulle spalle”. Tutto questo in un contesto che vede il Contratto aziendale non rinnovato dal 1994: “Il clima in azienda non è dei migliori” aggiungono i lavoratori. “La Cgil si è mossa perché l'esasperazione dei lavoratori è tanta – conclude Efori - per ora abbiamo attivato lo stato di agitazione ma siamo disposti ad andare fino in fondo alla protesta anche da soli se nessuno ci risponde. Tutti questi problemi la Cgil chiede di affrontarli in modo organico da marzo, da quando è stato riorganizzato il servizio a seguito dei tagli. Ma non abbiamo ricevuto nessuna risposta, ora ci chiediamo che prospettive si aprono dopo il 12 di giugno, quando le scuole chiuderanno i battenti e il servizio verrà ulteriormente ridotto: a quale prezzo?”.

ADDIO TEMPI, NASCE SETA - Tutto questo accade mentre nasce SETA (Società emiliana trasporti autofiloviari). Sarà attiva dal 1 gennaio 2012 ed erogherà un servizio di oltre 30 milioni di chilometri su gomma nel bacino interprovinciale formato dalle province di Piacenza, Reggio Emilia e Modena. Avrà circa 1100 dipendenti, 900 bus e un valore della produzione di quasi 90 milioni di euro. Il processo di aggregazione societaria tra Act (Reggio Emilia), Atcm (Modena) e Tempi (Piacenza), che porterà alla nascita di un nuovo operatore della mobilità pubblica – Seta, appunto – ha compiuto un primo passo con l’accordo da parte delle tre aziende di trasporto pubblico sulle linee-guida del piano industriale.

SETA, L'ACCORDO - L’accordo rientra nel protocollo d’intesa siglato da Regione Emilia-Romagna, Comuni e Province di Modena, Piacenza e Reggio Emilia, Act, Atcm, Tempi, AE (Autolinee dell’Emilia Spa) per promuovere un percorso di integrazione tra le aziende di trasporto pubblico locale del territorio regionale. Percorso che la Regione promuove sulla base di scelte e precisi accordi con gli enti locali – titolari della programmazione, come previsto della legge regionale (la n. 10 del 2008) – nel rispetto dell’attuazione preventiva della separazione tra funzioni di amministrazione e quelle di gestione dei servizi. Sulla base del protocollo il percorso prevede prima l’integrazione tra Atcm (Modena), il settore gomma di Act Reggio Emilia (autobus, attività di officina, attività di controllo), Autolinee dell’Emilia Spa e Tempi (Piacenza) tramite un’unica operazione societaria straordinaria o attraverso operazioni societarie straordinarie successive finalizzate alla costituzione di un’unica società (Seta), operativa dal 1° gennaio del prossimo anno. In seguito è prevista l’integrazione di Seta con altre aziende di trasporto pubblico locale e di trasporto collettivo partecipate dagli enti locali e con Fer (Ferrovie Emilia-Romagna).

LINEE GUIDA DI SETA - Le linee guida del piano industriale della Società emiliana trasporti autofiloviari prevedono una metodologia uniforme, per i diversi bacini provinciali, dei corrispettivi fissati nei contratti per l’erogazione di servizi di trasporto pubblico locale. I corrispettivi sono finanziati con le risorse regionali stabilite dall’accordo sui servizi minimi per il triennio 2011-2013, e con finanziamenti previsti a carico dei singoli enti locali di ciascun bacino provinciale. Le linee guida del piano prevedono, inoltre, uniformità dei livelli tariffari, disponibilità degli enti locali a favorire lo sviluppo della società per ottimizzare il rapporto tra costi e ricavi, garanzia della continuità occupazionale, integrazione delle funzioni di staff e di strutture e sinergie nelle funzioni di produzione del servizio nei singoli bacini.

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PREVISTI INCONTRI CON SINDACATI - Sono già previste e programmate iniziative di confronto con le organizzazioni sindacali del territorio e regionali; il piano industriale integrato verrà approvato dai consigli di amministrazione delle società firmatarie del protocollo entro il 30 giugno 2011. Tutti i soggetti che hanno siglato il protocollo si impegnano a consentirne l’estensione, a condizioni analoghe, ad altri enti pubblici locali dell’Emilia-Romagna e alle relative aziende di trasporto pubblico locale, per promuovere sempre più l’integrazione sul territorio tra operatori della mobilità

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