Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Tensione al Logistic Park, tir bloccati per otto ore: è scontro tra sindacati

Giornata di passione davanti al vastissimo polo logistico di Castelsangiovanni. Nel pomeriggio si sono registrati anche alcuni scontri tra Usb e Si Cobas. Alle 21 la situazione è ritornata alla normalità. Tutto nasce da una vertenza sindacale al magazzino di Leroy Merlin

 

Otto ore di blocco, decine di poliziotti e carabinieri, centinaia di lavoratori, tantissimi tir bloccati all'interno e all'esterno del Logistic Park di Castelsangiovanni e una buona dose di tensione tra i sindacati Usb e Si Cobas: i primi fuori, i secondi dentro, in mezzo le forze dell'ordine. Questi gli ingredienti di una giornata di passione davanti al vastissimo polo logistico della Valtidone. All'interno operano diverse aziende quali Bosch, Rajapack, Geodis, Mon Cler, Leroy Merlin (420 persone, 370 del Si Cobas) che dalle 13 del 5 marzo di fatto non hanno potuto far uscire né entrare i mezzi pesanti per caricare e scaricare le merci. Nel pomeriggio si sono registrati attimi di tensione quando le due parti sono venute in contatto. 

Tutto nasce per una vertenza sindacale in atto all'interno del magazzino Leroy Merlin che più volte è stata affrontata anche in Prefettura nei mesi scorsi. «All'interno del magazzino di Leroy opera la cooperativa Ceva che ha cambiato l'appalto con Logicoop ma non ha licenziato nessuno - dicono i Cobas -, anzi ha comunque rinnovato il contratto alle medesime condizioni. Oggi lo scopo di Usb è solo quello di farsi propaganda: si sono presentati in settanta senza nessun motivo, all'interno di questo magazzino hanno solo dieci iscritti, peraltro tutti con contratti a tempo indeterminato», spiega Mohamed Ali Arafat.  Si legge sulla pagina Facebook del sindacato Si Cobas: "Con il solito atteggiamento da rapaci che li contraddistingue nel Piacentino, i pochi seguaci di USB hanno provato a inserirsi sulle conquiste altrui pretendendo assunzioni per amici e parenti, pratica già tristemente vista in città. Ma questa scorretta declinazione opportunista della lotta sindacale è stata respinta con compattezza dagli oltre 300 operai oscritti al Si Cobas che, memori delle tragedie determinate da USB in rottura della compattezza del fronte operaio, hanno prontamente interrotto il lavoro e fatto desistere dai loro intenti il manipolo di avvoltoi e i pochi seguaci (quantificabili in alcune unità) in buona fede illusi dalla promessa di un posto di lavoro".

Di diverso avviso sono Roberto Montanari e Riad Zaghdane di Usb dall'altra parte della barricata: «Ci hanno aggredito senza nessun motivo: lavoratori contro lavoratori fomentati da qualcuno che evidentemente ci guadagna. Una "caporalata" allucinante, anche perché si mette in discussione il sacrosanto diritto di scioperare. Hanno licenziato cento persone ma le hanno fatte lavorare fino al 31 dicembre 2017 con delle buste paga fasulle. Abbiamo scoperto quello che è successo per caso: un operaio era stato convocato in questura e gli hanno comunicato che gli avevano bloccato la pratica del permesso di soggiorno per il figlio: non aveva lavoro, eppure sapeva di essere assunto e tutti i giorni andava a lavorare. Si è rivolto a noi e abbiamo cercato di vederci chiaro. Ci hanno dato la garanzia che riassumeranno tutti ma siamo dovuti venire a bloccare per far sentire la nostra voce. Non si tratta di Usb o Si Cobas, noi facciamo la lotta per tutti i lavoratori trattati ingiustamente: ognuno ha il diritto di iscriversi al sindacato che ritiene».

Verso le 21, dopo otto ore di blocco, pacificamente le squadre del Terzo Reparto Mobile di Milano hanno fatto allontanare gli appartenenti di Usb dall'ingresso e la situazione è tornata, per ora, alla normalità. I contorni della vicenda sono ancora fumosi e i poliziotti della Digos stanno indagando, presto anche un incontro con il prefetto Maurizio Falco. Sul posto, oltre al Reparto Mobile e alla Digos, anche la polizia stradale (lunghissime la coda di tir e difficoltosa la circolazione in via Maestri Del Lavoro), i carabinieri e la guardia di finanza.

Potrebbe Interessarti

Torna su
IlPiacenza è in caricamento