Tenta di spacciare droga al fratello in carcere, arrestato durante il colloquio

L'intervento degli agenti della polizia penitenziaria ha sventato un tentativo di spaccio durante il colloquio nel carcere delle Novate

IL carcere piacentino delle Novate

Va a trovare il fratello in carcere, ma viene arrestato proprio all'interno della casa circondariale. Un tentativo di introdurre droga all'interno del carcere piacentino delle Novate, attraverso uno stratagemma, è stato infatti sventato dagli agenti della polizia penitenziaria.
Il fatto è accaduto l'11 aprile quando il fratello di un detenuto magrebino, durante l’ora di colloquio, avrebbe cercato di introdurre in carcere circa 80 grammi di sostanza stupefacente, che aveva accuratamente nascosto nelle scarpe, all’interno delle quali aveva creato un'intercapedine ben sigillata.
Durante il colloquio lo stesso aveva poi cercato di scambiare le scarpe con il fratello detenuto ma, grazie all'attenzione e all’alta professionalità del poliziotto addetto alla vigilanza visiva dei colloqui tra detenuti e familiari che, accortosi del fatto, avvisava il responsabile dell’Area colloqui, gli agenti sono riusciti a sventare il passaggio della droga. Gli agenti hanno poi proceduto alla perquisizione personale del familiare del detenuto ed, a seguito del rinvenimento dello stupefacente, al suo arresto.

«Nel rivolgere il più sentito ringraziamento ed un vivo attestato di stima al personale che ha svolto tale brillante operazione di polizia giudiziaria - si legge in una nota del sindacato di polizia penitenziaria Sinappe - evidenziamo come continui ad essere troppo alto il pericolo che possano essere introdotte illecitamente sostanze stupefacenti in carcere. Difatti, la Polizia Penitenziaria del carcere di Piacenza, e non solo, in silenzio e con grande abnegazione, opera quotidianamente per contrastare il fenomeno dello spaccio negli istituti di pena, sempre crescente anche a causa del cospicuo numero di detenuti tossicodipendenti». 

«Oltre alle droghe tradizionali - scrive il segretario regionale Gianluca Giliberti - il personale in divisa è impegnato a contrastare anche la cessione tra reclusi di farmaci, tra i quali ad esempio il subutex, somministrato quale terapia metadonica ai detenuti tossicodipendenti. Auspichiamo, pertanto, che la formazione professionale della Polizia Penitenziaria possa riguardare maggiormente le modalità investigative in materia di contrasto all’uso ed al commercio di stupefacenti e, nello specifico, le modalità operative e di servizio necessarie a prevenire i tentativi di introduzione di droga in carcere. Sarebbe, inoltre, utile e necessario che si desse finalmente seguito alle procedure, avviate da tempo e mai concluse, per la costituzione di una unità cinofila regionale che supporti costantemente l’attività di prevenzione e contrasto dello spaccio di stupefacente presso tutti gli Istituti di Pena del Distretto Emilia Romagna e Marche».

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