Tentano un colpo alla casa di riposo, ancora in manette due della banda del Grimaldello

Ancora guai per due componenti della famosa Banda del Grimaldello, Giuseppe Battaglini e Valeriano Beltrame, condannati rispettivamente nel marzo 2016 a 14 anni e 8 anni. Sono stati arrestati dai carabinieri di Fiorenzuola: volevano impossessarsi della cassaforte della San Giuseppe di via Morigi

Ancora guai per due componenenti della famosa Banda del Grimaldello, Giuseppe Battaglini e Valeriano Beltrame condannati rispettivamente nel marzo 2016 a 14 anni e 8 anni per associazione per delinquere finalizzata al furto in abitazione, spaccio di droga e ricettazione, sono finiti di nuovo in manette per tentato furto.  I due ormai 66enni sono stati arrestati dall'Aliquota Operativa dei carabinieri di Fiorenzuola nei giorni scorsi. A segnalare strani movimenti nei pressi della casa di riposon San Giuseppe di via Morigi alcuni residenti: un'auto, specialmente di sera, effettuava molti passaggi e soste vicino alla casa di cura. I militari hanno effettuato alcuni appostamenti notando effettivamente l'auto in uso a uno dei due pluripregiudicati A quel punto, capendo che di lì a breve avrebbero potuto entrare in azione, li hanno aspettati. Due notti fa lo stesso copione ma questa volta i due ladri sono scesi dall'auto: era la notte del colpo. I carabinieri hanno circondato la struttura e controllato ogni via d'uscita, i due malviventi che volevano rubare la cassaforte della casa di riposo, sono entrati e poi sono stati bloccati. Avevano torce, un piede di porco, e due passamontagna. Avevano solamente fatto in tempo a crearsi un varco nella recinzione e rotto una finestra. Ora sono alle Novate.

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LA BANDA DEL GRIMALDELLO - Otto arresti, diciannove persone indagate e ventuno perquisizioni domiciliari. erano stati, nell’ottobre del 2015, i risultati di una complessa indagine - durata un anno - dei militari del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Piacenza che aveva sgominato una banda specializzata in furti in abitazioni e aziende. Agli arrestati, all’epoca, era stato contestato anche il vincolo associativo per la commissione dei reati. La gang, secondo le indagini, composta di italiani che si avvalevano di una fitta rete di contatti anche albanesi e insospettabili ricettatori, avrebbe messo a segno 47 colpi in abitazioni, negozi, ospedali. Indagando, i carabinieri avevano anche scoperto un’attività redditizia di spaccio di stupefacenti. Il nome dell’inchiesta aveva preso il nome da un attrezzo usato dalla banda di ladri: il grimaldello bulgaro (uno strumento che permette di ricostruire il profilo della chiave di una serratura a doppia mappa senza avere la chiave originale e senza smontare la serratura. La gang aveva depredato un po’ di tutto. Il bilancio dei carabinieri parla di: un centinaio di quadri, 60 anelli, 15 pietre preziose, 15 cellulari, 30 paia di orecchini, 30 bracciali, 30 ciondoli, 20 collane, 4 pellicce per un bottino di 280 pezzi. I colpi, a partire dal 2005, erano avvenuti in prevalenza nel territorio Piacentino, ma anche a Lodi, Brescia, Cremona, Pavia, Parma.

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