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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca Ferriere / Corso Roma

Tentato abuso di ufficio, processo al sindaco di Ferriere Agogliati

Secondo le accuse, nate da due esposti del parroco di Brugneto, il primo cittadino avrebbe cercato di revocare, unilateralmente, una convenzione che concede alla parrocchia l'uso della ex scuola della frazione (di proprietà del Comune)

Tentato abuso d’ufficio. E’ con questa accusa che si è aperto oggi, 16 ottobre, il processo nei confronti del sindaco di Ferriere, Antonio Agogliati. L’ex senatore era stato indagato dopo due esposti presentati dal parroco di Brugneto, don Ezio Molinari riguardanti la presunta volontà del sindaco di voler sciogliere, unilateralmente, la convenzione di comodato d’uso della ex scuola di Brugneto, appartenente appunto al Comune di Ferriere. E proprio don Ezio è stato oggi il teste principale dell’udienza che si è svolta davanti al collegio presieduto da Italo Ghitti, a latere Maurizio Boselli ed Elena Stoppini.

Sono stati ascoltati anche una ragazza che era all’ufficio Affari generali del Comune, Sabrina Rizzi, e l’assessore ai Lavori pubblici, Paolo Scaglia. La vicenda risale al 2011, quando nei primi giorni dell’anno, il 3 gennaio, Agogliati dalla Francia telefona alla responsabile degli Affari generali per inviare una lettera al parroco perché ci sono problemi con la inagibilità dell’edificio: entro dieci giorni deve riconsegnare le chiavi. La lettera viene protocollata e consegnata, da un vigile urbano, al sacerdote. Don Ezio ha detto di aver telefonato ad Agogliati per avere spiegazioni. La chiamata, dai toni accesi, si risolse con un nulla di fatto dopo un quarto d’ora. La ex elementare di Brugneto da tempo ha in uso alcuni locali, dati in comodato dal Comune (in precedenza erano in affitto), ha spiegato il parroco, dove saltuariamente vengono ospitati dei ragazzi legati alle parrocchie e agli scout.

Nello stesso edificio esiste anche un ufficio postale. In questa complicata vicenda si innesta anche il parco eolico, progetto di cui all’epoca, secondo don Ezio, nessuno sapeva nulla. «Personalmente - ha affermato il sacerdote - ero contrario perché ritenevo che il territorio andasse sviluppato con il turismo o con le infrastrutture». Nella telefonata con Agogliati si parlò anche di questo e il sindaco difese il progetto che avrebbe portato dei finanziamenti nella zona, accusando il parroco di agire contro gli interessi del Comune e degli abitanti. Nel frattempo si stava organizzando un incontro sull’eolico a cui il prete decise di presentarsi solo dopo l’inizio per non dare adito a polemiche, incontro che si svolse in un negozio di Brugneto.

C’è anche uno scambio di lettere tra il sacerdote e il sindaco. In una di queste Agogliati reitera la richiesta di sgombero perché i lavori devono cominciare. Nessuna delibera, perché i lavori sono stati assegnati in economia. La missiva di risposta, firmata anche da alcuni parrocchiani, spiegava che non c’erano problemi di alcun tipo nell’edificio. Un’altra riunione del 29 gennaio, però, mise in collegamento i lavori alla scuola con il progetto dell’eolico. Don Ezio, rispondendo al pm Emilio Pisante e Luigi Salice, avvocato difensore di Agogliati, dice di aver riconsegnato uno dei due mazzi di chiavi e che nessuno aveva mai contestato la convenzione firmata tra Comune e parrocchia.

In febbraio, poi, ci fu anche un pranzo chiarificatore, e pacificatore, a casa di Agogliati. Un evento che ha fatto fare a Ghitti e a Salice la stessa domanda: perché allora il prete in marzo presentò un secondo esposto? La vicenda finì anche sulla stampa e il primo a essere intervistato fu don Ezio. L’assessore Scaglia, invece, ricorda che a scatenare tutto fu il Capodanno 2010-2011, quando nella ex scuola furono ospitati alcuni ragazzi che spararono dei botti all’interno. Il mattino dopo, Scaglia chiese informazioni e informò Agogliati. Da qui le lettere del sindaco, anche per far sapere al parroco che se non si facevano alcuni lavori la responsabilità civile e penale di eventuali danni sarebbe ricaduta sull’Amministrazione.

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