Tentò di baciare e toccare una 13enne, indiano processato

È accusato di violenza sessuale su minori. La vicenda a Sarmato nel 2013. La ragazzina tornò a casa e raccontò tutto alla madre che denunciò il fatto ai carabinieri

L'avvocato Annalisa Valla

Avrebbe cercato di baciarla e di toccarla, ma lei si è divincolata ed è scesa dall’auto dirigendosi verso alcune persone che aveva visto lungo la strada. Con l’accusa di violenza sessuale su minori è cominciato, il 24 aprile, il processo nei confronti di un indiano 37enne. La vittima era un ragazzina di 13 anni di origini sudamericane. In Tribunale sono comparsi alcuni testimoni, tra cui un carabiniere, un medico e un’assistente sociale, che hanno risposto alle domande del pm Antonio Colonna e del giudice Gianandrea Bussi, presidente del collegio che aveva a latere Luca Milani e Ivan Borasi. L’indiano, che non è più in Italia, è difeso dall’avvocato Annalisa Valla. Secondo la denuncia della mamma della ragazza il 6 novembre 2013, la figlia tornò a casa sconvolta nel primo pomeriggio. La madre decise di andare subito dai carabinieri che raccolsero il racconto e stilarono la denuncia. Le due erano sconvolte e la ragazza aveva anche il viso arrossato. L’uomo, amico di famiglia e vicino di casa, aveva accompagnato la giovane in città su richiesta della madre. Al ritorno, vicino a Rottofreno, l’auto su cui erano i due si fermo in una strada fuori dal paese e il 37enne avrebbe cercato di avvicinare la ragazzina cerando di baciarla e di toccarla. Lei, spaventata, uscì dalla vettura e corse incontro ad alcuni operai che aveva visto in lontananza. Il difensore dell’uomo ha sottolineato come poi il 37enne riaccompagnò la giovane a casa sulla propria auto. L’uomo, la stessa sera, si recò poi dai carabinieri chiedendo se era vero che si diceva che lui aveva fatto bere alcol alla ragazza minorenne. La ragazza ora è tornata nel proprio Paese. L’assistente sociale ha raccontato che era una giovane un po’ particolare che ogni tanto non si presentava a scuola. E nemmeno il sostegno di una comunità l’aveva aiutata perché lei spesso non frequentava la struttura. L’anno dopo rimase incinta e partorì un bambino. Poi, ha lasciato l’Italia. Nella prossima udienza saranno ascoltati i parenti della ragazzina, oggi minorenne.

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