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Una delle bombole trovate dai carabinieri

Una delle bombole trovate dai carabinieri

Tentò di far esplodere il bar per l'assicurazione, condannato l’ex gestore

Gropparello, con due bombole di gpl. Pena di tre anni e 4 mesi, il pm aveva chiesto due anni. La difesa: «Condanna severa, non ci sono le prove, ma solo indizi»

E’ di tre anni e 4 mesi la condanna per Andrea Magnani, l’ex gestore del bar Italia a Gropparello, accusato di tentato incendio per aver cercato di dare fuoco al suo bar, nella notte tra il 26 e 27 agosto del 2014. Lo ha deciso, il 19 novembre, il giudice Gianandrea Bussi. Il pm Monica Bubba aveva chiesto la condanna a due anni, mentre la richiesta del difensore, l’avvocato Gianni Montani, era stata di assoluzione. Dopo aver letto le motivazioni che hanno portato a questa «condanna molto severa. Il giudice si è basato solo su indizi in assenza di prove evidenti nei confronti di Magnani», l’avvocato Montani è intenzionato a ricorrere in Appello.

La tesi della procura, accolta poi dal Tribunale, era quella che l’imputato avrebbe voluto incassare il premio dell’assicurazione inscenando il disastro. Nel bar, infatti, erano state trovate due bombole di gpl che sarebbero dovute servire per l’esplosione. Per fortuna, una guardia giurata dell’Ivri, intervenuta dopo che era scattato un allarme nel locale, aveva sentito il forte odore di gas e aveva subito avvisato i pompieri. Una dinamica che ricorda da vicino il terribile scoppio - che ha provocato la morte di tre vigili del fuoco - avvenuto in una cascina in provincia di Alessandria.

Magnani, in aula, aveva detto al giudice di non sapere come mai la porta fosse aperta. Non essendo forzata, Magnani aveva spiegato che le chiavi del locale erano in possesso di diverse persone. La difesa aveva sostenuto che non c’erano le prove per accusare Magnani e che nemmeno dalle intercettazioni telefoniche erano emersi indizi sul suo cliente. Infine, l’assicurazione era di soli 100mila euro e una eventuale esplosione avrebbe provocato danni ben più gravi che non sarebbero stati coperti dal premio.

Nel dicembre del 2018, era stato condannato un uomo, un sardo, che avrebbe partecipato al tentativo di incendio del bar. L’uomo, difeso dall’avvocato Valentina Marchettini (la quale ha già presentato un ricorso in Appello) aveva scelto il rito abbreviato e il giudice lo aveva condannato a un anno di reclusione. L’uomo doveva rispondere di tentato incendio e furto aggravato di un decoder dal bar. Quest’ultimo reato era stato derubricato poi in furto semplice.

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