Tentò di uccidere una prostituta, condannato a 9 anni

Un albanese accusato di tentato omicidio, sfruttamento della prostituzione. Assolto da porto abusivo di oggetti atti a offendere. Il pm aveva chiesto 8 anni. Le difese: «Presenteremo appello, dovevano condannarlo solo per lesioni»

I giudici hanno deciso di condannarlo a un anno in più di quanto chiesto dal pubblico ministero: 9 anni. E’ la pena per Iris Misku, di origine albanese, accusato di tentato omicidio, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e porto abusivo di oggetto atto a offendere, reato quest’ultimo da cui è stato assolto. L’uomo, secondo l’inchiesta del sostituto procuratore Matteo Centini, che aveva delegato le indagini alla Polizia locale, il 2 marzo 2019 avrebbe colpito con un oggetto contundente al capo una donna di 47 anni - italiana, ma di origine albanese - perché non gli avrebbe pagato l’affitto del posto dove si prostituiva, vicino alla Fiera.

«Valutiamo il ricorso in appello - ha affermato l’avvocato Antonino Rossi, che con il collega Emanuele Solari ha difeso Misku - e leggeremo con attenzione le motivazioni della sentenza. Noi siamo convinti che il nostro assistito avrebbe dovuto rispondere di lesioni, come avevamo chiesto al collegio, e non di tentato omicidio alla luce anche dell’assoluzione per porto di oggetto atto a offendere». Si tratta di una chiave dinamometrica mai trovata.

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L’uomo è stato condannato dopo una breve camera di consiglio del collegio presieduto dal giudice Gianandrea Bussi, a latere Sonia Caravelli e Laura Pietrasanta. Il 30 giugno si era svolta la discussione finale, dove il pm Centini aveva chiesto la condanna a 8 anni, mentre le difese avevano chiesto l’assoluzione perché il processo si reggeva solo sulla testimonianza di una prostituta e perché non erano mai state svolte analisi sull’auto con cui Misku si era recato alla Caorsana aggredendo poi la donna. La prostituta si era difesa alzando un braccio, restando ferita, ma non era mai stata in pericolo di vita aveva sottolineato la difesa.

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