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Terapia intensiva, 31 posti in più nel reparto di Pneumologia in caso di emergenza

L’intervento, che riguarda il terzo piano, blocco A, del padiglione Polichirurgico, fa parte del piano regionale di rafforzamento della rete ospedaliera per l’emergenza Covid-19. Spazi più “umani” e confortevoli e strumentazioni altamente tecnologiche. L'assessore Donini: «Orgogliosi del risultato: si è lavorato bene e rapidamente»

Sono già pronti i primi 25 nuovi posti letto, allestiti tra terapie semi-intensive intensive, per Piacenza. Numero destinato ad aumentare e a raggiungere, a fine lavori, quota 31. L’intervento rientra nell’ambito del piano regionale di potenziamento della rete ospedaliera per l’emergenza Covid-19, ed è frutto dell’impegno economico della Regione e della generosità dei cittadini1,7 milioni le risorse complessive messe a disposizione, di cui 400 mila euro provenienti dalle donazioni degli emiliano-romagnoli che viale Aldo Moro ha deciso di destinare a quest’opera.  

Oggi l’inaugurazione dei primi 6 posti letto di terapia intensiva respiratoria (a cui se ne può aggiungere un altro in caso di emergenza) e dei 19 posti letto di terapia semi-intensiva, tutti al terzo piano, blocco A, del padiglione Polichirurgico dell’ospedale di Piacenza, dove si sta completando la riqualificazione di un’area di 1.350 metri quadrati. Al taglio del nastro era presente anche l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini.

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“Oggi inauguriamo lavori iniziati il 22 maggio scorso, eseguiti quindi a tempo di record - ha sottolineato Donini -. Normalmente un’opera come questa, considerando la superficie, i costi e l’alta tecnologia, avrebbe comportato almeno un anno di cantiere. E invece, ce l’abbiamo fatta in poco più di quattro mesi. Motivo ulteriore di soddisfazione, il fatto che la progettazione sia stata curata dall’Ufficio tecnico aziendale, a cui va il mio ringraziamento. La Regione ha fatto la sua parte, destinando risorse importanti, e la generosità dei cittadini ha fatto il resto. Posso dire - ha continuato l’assessore - di essere davvero orgoglioso per il traguardo raggiunto: Piacenza, che ha pagato un prezzo così alto nei terribili mesi dell’emergenza, dispone ora di nuovi posti letto all’interno di un’area dell’ospedale completamente rinnovata e di altissimo livello. Naturalmente, tutti noi ci auguriamo di non dover più affrontare una situazione analoga a quella della scorsa primavera; intanto, però - ha concluso Donini - ci siamo ulteriormente attrezzati e siamo pronti ad ogni evenienza”.

“La riqualificazione dell'intero piano del blocco A del nostro ospedale- aggiunge Luca Baldino, direttore generale dell’Ausl di Piacenza- e la realizzazione dell'Unità di Terapia intensiva respiratoria fanno parte delle molte azioni concrete che abbiamo progettato e realizzato per gestire al meglio l'inverno che ci aspetta. Anche se tutti ci auguriamo di non vivere più momenti di così alta pressione della pandemia, vogliamo disporre di tutti gli strumenti necessari ad affrontare una eventuale seconda ondata. Questa soluzione modulare, insieme ad altre ristrutturazioni in corso nei nostri ospedali, ci consente di portare a oltre 50 la dotazione di posti letto di terapia intensiva nella nostra provincia”.

«Per chi ha vissuto i momenti più tragici della pandemia - ha aggiunto il sindaco di Castelsangiovanni e presidente della Conferenza socio-sanitaria di Piacenza, Lucia Fontana - questo è un momento di grande soddisfazione. Dà il segno tangibile dell’attenzione dell'azienda e della Regione con un problema che purtroppo dobbiamo gestire. Vorremmo non utilizzare questi reparti ma sono indispensabili. Non è retorica ringraziare gli operatori sanitari in questa occasione».

«Ringrazio le autorità presenti – ha detto Patrizia Barbieri, sindaco di Piacenza e presidente della Provincia - in particolare quella di Donini. Tanto è stato fatto, ma la pandemia ci ha fatto riflettere che bisogna portare avanti un altro modello di sanità. Lo stesso ministro Roberto Speranza ci ha detto che tutte le strutture appaiono preistoriche dopo il Covid. Provo gratitudine estrema per gli operatori e sono soddisfatta per la rapidità dei tempi di realizzazione di questo reparto».

I nuovi posti letto

L’intervento punta a rendere disponibili complessivamente 31 posti letto, così suddivisi: 18 per l’unità operativa di Pneumologia, di cui 6 (+1 aggiuntivo in emergenza) per l’Unità Terapia intensiva respiratoria (Utir), 8 posti per l’area semi-intensiva e 3 posti per acuti; e altri 13 posti letto per l’unità operativa di Medicina semintensiva, di cui 11 nell’area semintensiva e 2 per acuti.

Tutti i letti per le aree di semi intensiva possono essere “staffabili” (cioè convertibili) per la terapia intensiva; questo significa che i nuovi posti, aggiunti a quelli delle terapie intensive di Piacenza e Castel San Giovanni e dell’Utir, consentono di realizzare un’area di terapie intensive nel piacentino di 55 posti letto.

Spazi più “umani” e confortevoli

Ambienti più caldi e familiari, senza rinunciare alle prestazioni tipiche dell’ambito ospedaliero (e quindi pulizia, lavabilità, sanificazione, e così via): nell’intervento sull’ospedale di Piacenza si è adottato il concetto di “umanizzazione” degli spazi, per far sentire i pazienti più accolti. E dunque colori, pavimentazioni con effetto legno, climatizzazione, adozione di ampie vetrate per garantire un’illuminazione migliore. Non solo: in una sala sarà realizzato un wall paper raffigurante uno scorcio urbano. Particolare attenzione è andata ai bagni, le cui porte sono state tutte allargate per permettere il passaggio di una carrozzina; inoltre, sono stati dotati tutti di doccia.

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La suddivisione degli ambienti in due blocchi

L’area su cui si è intervenuti è suddivisa in due blocchi. Nel principale, “disimpegnato” da due ampi corridoi che creano due reparti simmetrici, si trovano le terapia intensiva-3due unità (Pneumologia e Medicina semi-intensiva), ciascuna delle quali è divisa in una parte open space (5+1 posto letto), affiancata da un locale per il paziente isolato (1 posto letto) e una parte con stanze di degenza a due posti letto. Nel secondo blocco, che funge anche da ingresso, attraverso un terzo corridoio, si trovano 5 degenze singole per pazienti acuti non critici, i locali di lavoro e il soggiorno di reparto.

L’Utir (unità di Terapia intensiva respiratoria)

Il reparto è formato da un’ampia sala open space diterapia intensiva, che ospita 5 postazioni, aumentabili a 6 in caso di emergenza, affiancata da un locale per il paziente isolato (1 posto letto). Sono tutte dotate di pensili per le attrezzature medicali e sono servite da sollevatori per i pazienti. L’area di osservazione e monitoraggio è posta di fronte ai letti ed è costituita da un ampio bancone schermato da una vetrata. La degenza isolata è dotata di filtro in ingresso e in uscita ed è adiacente alla sala principale; è visibile da quest’ultima mediante un’ampia vetrata dotata di veneziana motorizzata interna al vetro. Gli ingressi, diversificati per operatori e visitatori, sono costituiti da porte automatiche comandabili a “sfioro” per minimizzare i contatti con le superfici. Dal punto di vista impiantistico, tutta l’area di terapia intensiva è dotata di un impianto a “tutt’aria” con 15 ricambi orari. La parte rimanente (degenze ordinarie) è occupata da 4 degenze a due letti che possono essere utilizzate sia in modalità ordinaria, sia come postazioni di terapia intensiva.

I costi

L’intervento di riqualificazione costa complessivamente 1 milione e 680mila euro. Arredi esclusi (quantificabili in circa 130mila euro), il resto dei fondi impiegati sono di provenienza regionale. Di questi, una parte (circa 400mila euro) arrivano dalle donazioni dei cittadini emiliano-romagnoli che la Regione ha destinato a quest’intervento.

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