Terremoto Eolie, il racconto: "Dieci secondi di terrore, poi un boato"

A "Il Piacenza" racconta la propria testimonianza una 24enne piacentina in vacanza alle Eolie: "10 secondi di terrore, poi boato e fumo"

Dieci secondi di terrore. Alle Eolie la terra trema. Ancora. "Ero nella mia stanza d'albergo, quando ha iniziato a tremare tutto: il muro si è crepato, il televisore è caduto a terra, così libri, lampade, oggetti sulla scrivania. Sono corsa sul balcone, e ho visto un enorme nuvola di polvere: era la polvere della strada sterrata alzata dal movimento tellurico. Sono stati attimi terribili. Poi un boato: fortissimo, sordo, come una bomba".

UN COSTONE DI ROCCIA CROLLA A LIPARI - Il racconto è dalla vivavoce di P.R., studentessa piacentina 24enne in vacanza in Sicilia nelle isole Eolie. Si trova all'isola di Vulcano, a pochi chilometri dall'epicentro del sisma - a 19 chilometri di profondità - che l'altro ieri ha colpito la costa siciliana. Un scossa di magnitudo 4,5. Nessun ferito, per fortuna, ma paura, tanta, e danni a palazzi e agli edifici più vecchi. Il tremendo tonfo narrato dalla 24enne (nella foto in esclusiva de Il Piacenza) è la caduta di un grosso costone di roccia a Lipari, a pochi chilometri da Vulcano. Nessuno era in quella porzione di mare al momento del crollo. Ma tanto è stato lo spavento.

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"MOMENTI DI APPRENSIONE" - "La scossa è durata all'incirca dieci secondi - continua la studentessa -. Tutto si muoveva con violenza, come se la stanza fosse stata "strattonata" da una mano invisibile. Ci hanno invitato ad uscire dall'albergo e siamo corsi in strada, dove si potevano vedere cornicioni e mattoni in terra. Poi, la notte, altre scosse d'assestamento. Per fortuna nessuno si è ferito, ma sono stati davvero attimi di apprensione molto forti". Il segno indelebile della tragedia abruzzese - in un Paese sotto la propria crosta "inquieto" - è ancora vivo.

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