Presidio ad oltranza davanti alla Tnt: «Dov'è la legge italiana adesso?»

Presidio e protesta ad oltranza dei lavoratori della Tnt. Sono lì davanti alla sede dalle 20 del 15 luglio. Nella notte presenti anche l'assessore Brambati e Paparo. Dicono: «Dov'è la legge italiana adesso?»

Non mollano i lavoratori della Tnt che sono accampati davanti ai cancelli della sede della multinazionale piacentina. Si sono riuniti di nuovo (per la terza volta quindi) il 15 luglio alle 20 e sono stati lì tutta la notte. Oggi, 16 luglio c'è un presidio fisso e la tensione è probabile che salirà nella serata.

1/3 PROTESTA DEL 15 LUGLIO: PARLANO I COBAS, IL VIDEO

2/3 PROTESTA DEL 15 LUGLIO: PARLA L'ASSESSORE BRAMBATI, IL VIDEO

3/3 PROTESTA DEL 15 LUGLIO: MOMENTI DI TENSIONE CON LE FORZE DELL'ORDINE, IL VIDEO

Ieri sera si è sfiorato lo scontro con le forze dell'ordine per l'esasperazione dei lavoratori nordafricani quando hanno saputo che per loro, per tutti quelli che hanno protestato, il lavoro alla Tnt non c'è più. Ad annunciarlo l'assessore Ignazio Brambati e Andrea Paparo che hanno parlato con alcuni dirigenti della Tnt e con le cooperative. Per la precisione, Brambati ha comunicato ai facchini: «La Tnt ha affermato di aver subito un grosso danno in termini economici per la vostra  protesta quindi per voi qui non c'è più posto. La soluzione potrebbe essere quella di spostarvi in altri cantieri ma non a Piacenza».

Ma a queste condizioni i nordafricani non ci stanno: «Abbiamo casa e famiglia qua, come facciamo ad andare a Milano per esempio? Ci pagano la trasferta? Noi abbiamo un contratto qua a Piacenza. Queste parole vogliono dire che ci hanno licenziato. Che se uno protesta per i propri diritti viene cacciato così». Qualcuno ha anche pianto con gli occhi rivolti al cielo per cercare, forse, una speranza, sono tutti ragazzi giovani e stanchi, esasperati e delusi da una situazione che non vuole sbloccarsi. Un ragazzo poi si è sentito male ed è stato portato all'ospedale dall'ambulanza.

A dar man forte ai facchini anche il sindacato autonomo Cobas e il Prc con Carlo Pallavicini. Alcuni ci mostrano (come si può vedere nella fotogallery) una delle tante buste paga con "0" netto in busta, e affermano:«Scrivono 0 in busta e poi ci fanno un bonifico da mille euro sul conto per esempio. Così noi non possiamo chiedere un finanziamento, siamo pagati in nero. Deve venire la guardia di finanza, l'ispettorato del lavoro per vedere come ci trattano. Questa è una truffa, e lo Stato italiano è il primo ad essere truffato. Ci sono milioni e milioni di euro in nero rubati allo Stato, all'Italia. Dov'è la legge italiana adesso? Non possiamo andare avanti così.» Quindi tutti seduti davanti ai cancelli intenzionati a non mollare. In serata probabilmente salirà ancora la tensione. Staremo a vedere l'evolversi della protesta.

LA PROTESTA DEL 14 LUGLIO

1/2 IL VIDEO: PARLANO I LAVORATORI

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2/2  IL VIDEO: I LAVORATORI MOSTRANO LA LORO BUSTA PAGA

LA PROTESTA DELL'8 LUGLIO

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