Protesta alla Tnt, oggi il tavolo in Prefettura per cercare un accordo

E' stata una domenica di presidio e di protesta quella appena passata per i lavoratori della Tnt. Sono lì da giovedì scorso. Oggi il tavolo in prefettura. Le reazioni politiche

E' stato un altro giorno di sciopero e di protesta quello appena passato per i lavoratori della Tnt da giovedì seduti davanti ai cancelli per manifestare contro l'azienda e contro la cooperativa Gesconet, che a detta loro, non rispettano i diritti dei lavoratori e non applicano il contratto nazionale. Si sono organizzati allestendo un "gazebo" sotto il quale dormire, hanno la musica e viveri. Non vogliono mollare perchè dicono: «Non lo facciamo solo per noi, visto che ci hanno licenziato (per ora), ma per tutti quelli che ci lavorano e ci lavoreranno. Non stiamo chiedendo altro che i nostri diritti di lavoratori: il contratto nazionale e non i soldi in nero».

Inizialmente un tavolo di conciliazione era stato previsto per venerdì prossimo ma l'urgenza di risolvere questa questione ha fatto in modo che si accelerassero i tempi, quindi oggi alle 15.30 in Prefettura si incontreranno tutti. Si siederanno attorno ad un tavolo: i rappresentanti di Gesconet (la coop che gestisce la manovalanza alla Tnt), di Tnt, la Provincia (con l'assessore Andrea Paparo), il Comune, il sindacato autonomo Si.Cobas di Milano, Cgil, Cisl e Uil, e un gruppo di lavoratori in sciopero. In giornata dovrebbe arrivare da Roma dell’avvocato Yahia Amin radwan mohamad dell’ambasciata egiziana (Nella foto in alto a sinistra), rimasta in costante contatto con il gruppo di manifestanti.

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LA REZIONE DI BERGONZI (PD) - «La vicenda dei lavoratori delle cooperative che lavorano per la TNT è di una gravità inaudita e sta facendo emergere situazioni cui il nostro territorio non è mai stato abituato. La maggior parte del salario erogato in nero, coperto da buste paga talmente irrisorie, da risultare non credibili, il mancato pagamento dei contributi, un caporalato che ricatta con la spietatezza del “tu si, tu no”: sono tutti sintomi tossici per una società che vuole e deve combattere con assoluta fermezza questi fenomeni. Come possono grandi disponibilità di soldi in nero provenire da attività lecite, dichiarate ed alla luce del sole? Si pongono gravissimi problemi di legalità, di concorrenza sleale tra le imprese, dove finisce per soccombere proprio è chi è in regola, di rispetto dei più elementari diritti dei lavoratori ed ancor prima della dignità delle persone».

«Ed in un contesto di profonda crisi come l’attuale, tutto si acuisce, le nostre imprese soffrono, si avvantaggiano quelle che non rispettano le regole: non si può assistere inerti a situazioni come questa. Più in generale, la logistica arrivata in forze, ha un po’ colonizzato il nostro territorio, senza restituirgli l’indotto in termini di occupazione e di benessere che sarebbe stato lecito aspettarsi; è forse mancato un coordinamento, l’ individuazione di un soggetto gestore, unico interlocutore delle imprese che si proponevano di insediarsi sul nostro territorio; che mettesse in contatto e sullo stesso piano le imprese erogatrici di quei servizi indispensabili per l’ordinato e corretto funzionamento della logistica e che nel contempo si sarebbero avvalse di manodopera in regola, accrescendo in tal modo il benessere del nostro territorio».

«Le nostre imprese virtuose hanno il sacrosanto diritto di essere tutelate, così come i loro lavoratori; la nostra società tutta ha, deve avere gli anticorpi per rifiutare e respingere tutto ciò che la vicenda delle cooperative che lavorano per la TNT ci sta drammaticamente evidenziando. Dobbiamo essere tutti noi, dobbiamo difendere il nostro territorio, ognuno nel proprio ruolo, ogni ente od istituzione, oltre alla grande e sana coscienza civile dei piacentini, a respingere l’inquinamento di chi non rispetta le regole, importa manodopera disperata, la sfrutta non ai limiti, ma ben oltre il limite del lecito ed alla fine, esclude chi non accetta e lo ricaccia da dove è venuto».

«Si parla spesso di fenomeni di inquinamento e di penetrazione di attività malavitose nelle regioni del nord; occorre tenere alta la guardia e, se vi sono, denunciare a voce alta i reati penali di grande rilevanza che si profilano dietro situazioni di questo tipo; gli Enti preposti devono intervenire con la necessaria fermezza. Al loro fianco troveranno un grande sostegno nell’opinione pubblica e nelle istituzioni, perché il nostro è un territorio sano. Si è tenuto in Provincia il Tavolo interistituzionale per la regolarità, la sicurezza e la qualità sociale del lavoro per affrontare l'argomento (la questione TNT è l'unica?), che corre però il rischio di essere inefficace; occorre una profonda presa di posizione di tutti gli Enti e di tutte le istituzioni: occorre affermare con forza che questo territorio è indisponibile a vicende come questa, che Piacenza promuove anzitutto la cultura della legalità come cornice indispensabile per una cultura di impresa fondata sul corretto confronto delle imprese, nel rispetto delle regole, dei lavoratori e di tutta la società piacentina. E’ questa una scelta di fondo irrinunciabile per lo sviluppo del nostro territorio»

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