Topi d'auto in via Gadolini: uno finisce in carcere, l'altro ha l'obbligo di firma

Due giovani nei giorni scorsi erano stati sorpresi e arrestati dalla polizia dopo aver scassinato un'auto e aver rubato 130 euro e nella mattina del 27 settembre sono stati processati per direttissima. Gli arresti sono stati convalidati e il processo rinviato. A uno è stato dato l'obbligo di firma, mentre l'altro è finito in carcere. Alle Novate è finito il 28enne del Congo, ma cittadino italiano con alle spalle un divieto di dimora, l'amico, il 27enne marocchino, se l'è cavata con una misura più leggera.  Sono comparsi, difesi dagli avvocati Nicola Natalicchio (marocchino) e da Carlo Bonino (l'italiano), davanti al giudice Gianandrea Bussi e al pm Monica Bubba. I due erano stati fermati dai poliziotti delle volanti in via Finetti dopo un inseguimento a piedi da via Gadolini, un terzo complice era riuscito a fuggire. I tre avevano scassinato un Fiat Doblò parcheggiato in strada e avevano rubato 130 euro in monete per poi fuggire all'arrivo della polizia. 

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