Tragedia alla Gls, analisi sul Tir per risalire a velocità e sterzata

L'autopsia sulla salma dell'operaio travolto e ucciso dal tir, le analisi e gli accertamenti tecnici sul mezzo chiariranno la dinamica dell'impatto. Il procuratore capo Cappelleri: «Noi ricerchiamo la verità sulla base dei fatti»

Il picchetto alla Gls

L'esame autoptico, disposto dalla procura della Repubblica, che si svolgerà nel pomeriggio del 16 settembre sulla salma di Abd Elsalam Ahmed Eldane, l'operaio iscritto all'Usb 53enne ucciso davanti alla Gls, chiarirà in base alle lesioni, la dinamica dell'investimento e la causa della sua morte. Gli esiti saranno utili agli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Emilio Pisante, per ricostruire quanto successo quella sera.  L'autista del tir, un 43enne italiano intanto è indagato a piede libero omicidio stradale. Ulteriori elementi utili verranno anche dai filmati delle telecamere di sorveglianza e dagli accertamenti sul mezzo: la velocità alla quale procedeva, il cronotachigrafo e l'angolo della sterzata. «Quando è avvenuto l’incidente non era in atto alcuna manifestazione davanti all’ingresso della Gls. Per fortuna di tutti sul posto in quel momento c’era una volante della polizia e gli agenti sono testimoni diretti di quanto è successo. Non c’era alcuna manifestazione in atto, il camion stava uscendo regolarmente dalla Gls, dopo aver terminato le operazioni di carico, effettuando una svolta a destra. La vittima è stata vista correre verso il camion che, svoltando, lo ha investito. Ma crediamo che l’autista non se ne sia accorto per nulla, fin quando gli agenti non gli hanno fatto segno di fermarsi. Noi ricerchiamo la verità sulla base dei fatti». Ha dichiarato il procuratore capo di Piacenza Salvatore Cappelleri. Di diverso avviso invece l'Unione Sindacale di Base che fin da subito ha gridato all'omicidio padronale: «Questo assassinio è la tragica conferma della insostenibile condizione che i lavoratori della logistica stanno vivendo da troppo tempo. L’Usb si impegna alla massima denuncia dell’accaduto: violenza, ricatti, minacce, assenza di diritti e di stabilità sono la norma inaccettabile in questo settore». Nella serata del 15 settembre una cinquantina di manifestanti colleghi della vittima per quasi due ore hanno occupato alcuni binari della stazione e poi hanno improvvisato un corteo al Quartiere Roma paralizzando il traffico e urlando tutta la loro rabbia. Nel pomeriggio del 17 settembre il sindacato ha chiamato a raccolta nella nostra città tutti i propri sostenitori per un corteo di protesta. 

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