Tramat, una grande festa per un’Arma che ha rivoluzionato la storia militare all’inizio del secolo

E' quella che si è svolta nella giornata del 26 maggio, al Polo di mantenimento pesante Nord. Professionalità e capacità che i soldati hanno messo in mostra dalla Grande Guerra fino alle missioni fuori area in mezzo mondo. Una città oggi al vertice della logistica dell'Esercito, grazie anche al Polo nazionale rifornimenti

Foto Gisimage

Una grande festa per un’Arma che ha rivoluzionato la storia militare all’inizio del secolo: i trasporti e la logistica. E’ quella che si è svolta nella giornata del 26 maggio, al Polo di mantenimento pesante Nord, alla presenza del capo di Stato maggiore dell’Esercito, il generale di corpo d’armata Danilo Errico e del comandante logistico, il generale di corpo d’armata Leonardo di Marco insieme con il maggior generale Arnaldo Della Sala, comandante Tramat. Nella splendida cornice del Polo oltre ai reparti schierati e alle autorità cittadine erano presenti anche tanti bambini che hanno dato una nota di colore e di gioia alla festa: indossando un cappellino dell’Esercito hanno sventolato il Tricolore. 

Un prologo alla giornata si era avuto il 25 maggio con il bel concerto, a Palazzo Gotico, della banda della Scuola dei trasporti e materiali dell’esercito. Oltre ai vertici militari, in tribuna erano seduti anche il deputato Marco Bergonzi e l’unico piacentino che è stato capo di Stato maggiore dell’Esercito, il generale Fabrizio Castagnetti.

Gli interventi dei generali hanno ricordato la grande tradizione dell’arma dei trasporti e la nascita a Piacenza, nel 1911, dell’Arsenale, poi diventato Polo. Professionalità e capacità che i soldati hanno messo in mostra dalla Grande Guerra fino alle missioni fuori area in mezzo mondo. Una città oggi al vertice della logistica dell’Esercito, grazie anche al Polo nazionale rifornimenti.

Errico non ha mancato di sottolineare l’importanza dei trasporti e della logistica, ma ha anche ricordato i soldati caduti nelle missioni fuori area negli ultimi anni. E si è rivolto ai bambini, dicendo che questa ora di scuola non è andata perduta, perché hanno assistito a una cerimonia che esalta le migliori virtù e le professionalità dell’Italia.

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