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Venerdì, 1 Luglio 2022
Cronaca

Trans fermata sul bus col documento da maschio: «Discriminata davanti a tutti, l’autista non mi ha creduto»

Intervento dei carabinieri in un paese della provincia. La ragazza al pronto soccorso per una crisi d'ansia. L'avvocato: «Chiediamo una sanzione disciplinare»

«Ci siamo sentiti discriminati e abbiamo visto la nostra privacy violata davanti a tutti». A raccontare la propria versione di quanto accaduto a bordo di un autobus della line extraurbana di Seta è una giovane coppia piacentina, entrambi transgender. I due fidanzati sono incappati in un controllo dei documenti a bordo del pullman, ma la non conformità fra l’aspetto fisico della ragazza e i dati di genere riportati sul documento di identità ha creato un problema e una discussione con il personale di bordo, tanto da richiedere anche l’intervento dei carabinieri. Il fatto è accaduto la mattina del 14 giugno quando i due fidanzati sono saliti sulla corriera per raggiungere Piacenza.

«Prendiamo spesso quel pullman. Sapendo di aver tempo per timbrare i biglietti fino alla fermata successiva, questa volta ci siamo attardati a cercarli nella borsa, ma il conducente ci ha subito chiesto di vedere i biglietti prima di partire». A parlare è il ragazzo della coppia. «Io lo avevo timbrato ma la mia fidanzata, nella fretta, ha mostrato un abbonamento annuale scaduto. Quando ha visto che riportava i dati di una persona di sesso maschile, ha iniziato a sbandierarlo davanti a tutti, dicendo ad alta voce che non era lei. La mia ragazza lo pregava di abbassare la voce nel rispetto della sua privacy, ma lui ha insistito tanto che lei si è messa a piangere ed è stata presa da un attacco di panico risolto poi al pronto soccorso. Implorava l’autista, mostrandogli anche la carta di identità, dicendo “la prego guardi gli occhi, vedrà che sono io quella del documento, ma abbassi la voce” - racconta il fidanzato - ma lui insisteva dicendo che era una presa in giro. E siamo dovuti scendere dall’autobus». 
Sul posto sono stati chiamati anche i carabinieri che sono intervenuti con una pattuglia. I militari hanno identificato tutti e ricostruito quanto era accaduto.

«Ci siamo sentiti discriminati e abbiamo visto violata la nostra privacy» conclude il ragazzo: «Già la nostra è una condizione difficile da vivere ogni giorno, un episodio del genere fa ancora più male».

La vicenda è già nelle mani dell’avvocato bolognese Cathy La Torre, legale di fiducia che segue da tempo la coppia nel percorso di transizione: «Stiamo valutando un’azione civile per violazione della privacy visto che l’orientamento sessuale è un dato sensibile. Abbiamo provato a metterci nei panni dell’autista che si trova di fronte a una non conformità del documento con il soggetto che ha davanti, ma purtroppo non ci piace per nulla il modo in cui si è posto. Per questo chiederemo all’azienda dei trasporti di prendere provvedimenti disciplinari nei suoi confronti».

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