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Trasporti, "bye bye Tempi", la Provincia dice sì a Seta

La Commissione consiliare ha approvato la fusione per incorporazione della società Tempi spa in ATCMspa; il Piano industriale integrato inerente l'aggregazione delle aziende di trasporto pubblico dei bacini di Piacenza, Modena e Reggio Emilia. Lunedì prossimo la delibera passerà al voto del Consiglio provinciale

La Commissione consiliare ha approvato oggi la fusione per incorporazione della società Tempi spa in ATCMspa; il Piano industriale integrato inerente l'aggregazione delle aziende di trasporto pubblico dei bacini di Piacenza, Modena e Reggio Emilia; lo statuto della nuova società risultante dalla fusione per incorporazione (SETA); e lo schema di contratto di sindacato di voto. Lunedì prossimo la delibera passerà al voto del Consiglio provinciale.

“Tale processo di aggregazione – si legge nella delibera – condurrà a un miglioramento del livello di operatività economico-finanziaria del Trasporto pubblico locale e a condizioni industriali di maggiore robustezza, tramite razionalizzazione della spese, sinergie nei processi produttivi, uso più razionale del personale e dei mezzi”. La Provincia di Piacenza, una volta completata la fusione sarà proprietaria del 6,750% della nuova società SETA per un totale di 3.325.025 azioni per un valore nominale di 798.006 euro

LA POSIZIONE DEL GRUPPO CONSIGLIARE PDL DEL COMUNE DI PIACENZA - “Scartato il pacco dono ben infiocchettato dal Comune, ecco svelato il doppiopacco e contropaccotto per il nostro territorio. E’ sempre spiacevole fare la parte di quelli che l’avevano detto, ma…’ve l’avevamo detto’ e, per di più, ce lo dicono anche da Modena e da Reggio Emilia”. “Nessuna sorpresa, ma tanto dispiacere e preoccupazione nel leggere questa mattina sui quotidiani locali le dichiarazioni degli esponenti delle amministrazioni comunali modenesi e reggiane in merito al processo di fusione delle aziende di trasporto pubblico locale, che darà vita al nuovo soggetto interprovinciale Seta spa”.

“Per la precisione, l’assessore modenese alla mobilità, Daniele Sitta, testualmente afferma: ‘Noi non saremo costretti a particolari sacrifici, perché abbiamo già prodotto i miglioramenti necessari, gli altri territori, invece, saranno costretti a un duplice impegno’…’negli altri territori, alcuni livelli di razionalizzazione dal punto di vista del personale dovranno essere fatti in tempo brevissimo’. Inoltre, prosegue Sitta, ‘gli altri territori saranno chiamati anche all’adeguamento di livelli tariffari su biglietti e abbonamenti’. Piacenza risulta già la cenerentola dell’aggregazione, a giudicare quanto meno dalle parole dell’esponente dell’IDV in consiglio comunale, che afferma ‘Tempi ha problemi di bilancio non piccoli, nella relazione del 2010 si parla di una previsione di peggioramento, questo è un fatto che mi preoccupa, sarebbe stata più opportuna una fusione graduale, prima con Reggio, poi con Parma e infine con Piacenza’. “Uno scenario, quindi, quello tracciato dai nostri nuovi soci del tutto differente dalla visione idilliaca dipinta dall’Assessore Fellegara nel presentare la pratica in sede di dibattito – e solo sfumata nella replica - dal Presidente di Tempi Spa e buon ultimo dal Sindaco a tempo, Reggi”.

“Alla luce di queste contraddizioni, chiediamo immediatamente, tramite un’interrogazione urgente, all’Amministrazione comunale di chiarire, se in grado: quali garanzie la Regione Emilia Romagna abbia formalizzato in merito al ripianamento delle eventuali perdite societarie non previste dal piano industriale e quale sia il contributo che il Comune dovrebbe erogare in questo caso; se, come afferma l’Assessore, è di 450mila euro l’intervento economico del Comune per ripianare lo sbilancio del 2011 o se possano essere necessari ulteriori esborsi; come si prevede di suddividere l’onere del contributo di 1milione e 600mila euro previsto per Piacenza per l’anno 2012”.

“E ancora, chiediamo quali siano le considerazioni in merito all’ipotesi di razionalizzazione del personale che rimbalzano dall’amministrazione comunale di Modena e come si valutino le opinioni espresse da esponenti della stessa amministrazione sulla situazione economica di Tempi e sui dubbi in merito al processo di fusione con la nostra società”. “Certo è che, se i dubbi dell’amministrazione modenese a noi piacentini poco potrebbero interessare, molto più preoccupanti sono le conseguenze che questa “trionfale” operazione stile Iren orchestrata dal Comune di Piacenza provocherà su dipendenti e utenti del servizio di trasporto pubblico nonché, temiamo, sugli Enti Locali”.

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