Travo: si sente male al ristorante, salvato dai volontari della Pubblica

Domenica 21 agosto intorno alle ore 15 un cliente della Trattoria del Sole di Travo ha manifestato chiari sintomi di un avvenimento cardiaco grave. Fortunatamente sul posto si trovava una volontario della Croce Bianca che provvedeva ad iniziare il massaggio cardiaco. Sul posto anche l'ambulanza della Pubblica Assistenza Valtrebbia di Travo che interveniva con le attrezzature per la rianimazione

Defibrillatore

Un uomo di 75 anni, mentre era al ristorante in compagnia di parenti, è stato colpito da arresto cardiaco. Il fatto è successo nel primo pomeriggio di domenica, a Travo. L’uomo, durante il pranzo si è sentito improvvisamente male perdendo i sensi. Un volontario della pubblica Assistenza Croce Bianca, Stefano Cervini, presente nel ristorante al momento del malore, ha prontamente riconosciuto che il paziente era in arresto cardiaco e ha iniziato a praticare il massaggio cardiaco. Immediata la chiamata al 118, ricevuta dalle infermiere di centrale Gisella Schiavi e Antonella Bego, che, alla richiesta di aiuto, hanno inviato il mezzo più vicino (la pubblica assistenza di Travo) oltre all’automedica del 118 che invece è partita da Piacenza.

In due minuti l’ambulanza arriva sul posto, i volontari Gabriele Gazzola, Franco Delfanti e Claudio Gazzola applicano il defibrillatore e proseguono le manovre rianimatorie insieme al volontario di Piacenza. Ci sono volute 5 scariche del defibrillatore per far ripartire il cuore, e all’arrivo dell’automedica del 118, il paziente respirava autonomamente ed era cosciente. I sanitari del 118 hanno proseguito con le cure del caso stabilizzando il paziente prima di trasportarlo all’ospedale di Piacenza. Il Paziente è tutt’ora ricoverato in Unità coronarica a Piacenza ma le sue condizioni cardiologiche sono molto migliorate.

I medici della cardiologia diretti dal dr GQ Villani hanno effettuato in urgenza la coronarografia, l’angioplastica e metteranno nei prossimi giorni un defibrillatore automatico interno di protezione. «Il risveglio del paziente colpito da arresto cardiaco prima dell’arrivo in ospedale è un evento molto raro”, dice la cardiologa Daniela Aschieri, presidente dell’Associazione Il Cuore di Piacenza, “il successo di questo caso è un ulteriore esempio della efficienza di un sistema integrato che consente di dare ottime e tempestive risposte in caso di arresto cardiaco grazie anche alla sinergia che si è creata fra ospedale, cardiologia, 118, pubbliche assistenze, Croce Rossa e tutti gli altri enti che partecipano al progetto codice blu: Polizia Municipale 112, 113, 115, 117».

E continua: «Il segreto del successo è intervenire nel più breve tempo possibile, entro 5 minuti con un defibrillatore e avere la catena del soccorso allertata e efficiente. Nel nostro territorio provinciale tutte le ambulanze di volontariato sono dotate del defibrillatore, ma questa non è ancora una realtà in Italia. Siamo soddisfatti di avere, con l’aiuto del 118, creato una rete di volontari preparati ad usare questo strumento salvavita”. Sono esperienze che toccano il cuore, anche quello dei volontari che soccorrono. Di questo si parlerà al prossimo festival del Diritto il 23 settembre in S Ilario alle ore 12 nella sessione dedicata al progetto Vita e al racconto delle testimonianze di chi ha vissuto da paziente e da soccorritore questa forte esperienza emotiva».

RACCONTO DEL VOLONTARIO CHE HA FATTO IL PRIMO SOCCORSO - «Sono andato con amici e ex colleghi di lavoro a mangiare a mezzogiorno all'Osteria del Sole a Travo. il caldo era opprimente ma ciò non ci impediva di gustare degli ottimi maccheroni al sugo di funghi, quando mi sono reso conto che un ospite del ristorante seduto ad un tavolo vicino ha urlato "chiamate il 118, c'è una persona che sta male". Mi sono automaticamente alzato e avvicinato al tavolo dove un signore (sulla settantina e con una discreta "corporatura") era seduto, sudato e incosciente, non reagiva a nessuno stimolo. Mentre ancora un amico/parente di questo signore era al telefono con la centrale, con l'aiuto di altre persone presenti al ristorante lo abbiamo sdraiato a terra mentre una signora (penso la moglie) diceva che era cardiopatico e che in passato aveva avuto già problemi cardiaci. La mia speranza era che fosse comunque un semplice svenimento dovuto all'afa...purtroppo steso a terra mi sono reso conto che non c'era polso e il signore non respirava: era in arresto cardiaco. Ho iniziato subito a praticargli il massaggio cardiaco e dopo pochissimo è arrivato l'equipaggio della pubblica di Travo. Mi hanno passato il defibrillatore e io ho applicato le piastre (semplicemente perché io ero già in "posizione" chino sul paziente) mentre loro hanno preparato canula, ambu e ossigeno. Intanto l'automedica era partita da Piacenza. Il dae (defibrillatore) ha subito dato una prima scarica. Io e i volontari della pubblica di travo di siamo alternati al massaggio cardiaco e alla ventilazione. Ho ancora impresso in mente il display del DAE con i minuti che correvano...e il numero di scariche che saliva...alla fine sono state 5. Dopo la quinta scarica ho sentito il battito, accelerato ma c'era!! Contemporaneamente il signore ha "sputato" la cannula e ho sentito la sirena della Victor 23. Dopo pochi istanti medici ed infermieri si sono presi cura del signore. Beh una esperienza che sicuramente lascia il segno».

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