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La scena dell'incidente

La scena dell'incidente

Travolse e uccise un uomo in scooter, concessi gli arresti domiciliari

Il Tribunale della libertà di Bologna ha disposto gli arresti domiciliari per il 47enne accusato dalla procura di omicidio volontario aggravato per aver travolto lo scooter su cui viaggiava Pinuccio Zambianchi, il 64enne deceduto poco dopo a causa dei gravi traumi riportati

Il Tribunale della libertà di Bologna ha disposto gli arresti domiciliari per Tommaso Pulizzi, il 47enne accusato dalla procura di omicidio volontario aggravato per aver travolto lo scooter su cui viaggiava Pinuccio Zambianchi, il 64enne deceduto poco dopo a causa dei gravi traumi riportati. Il tragico schianto avvenne la sera del 31 agosto, alle porte di Pontenute. Dopo l'urto, la vettura sarebbe passata sul corpo di Zambianchi a terra. Nell'incidente era rimasta ferita anche la moglie di Zambianchi. Pulizzi era in carcere da quella sera, dopo essere stato arrestato dai carabinieri mentre si allontanava in auto dal luogo dell'incidente mortale.

Alessandro Righi, avvocato difensore di Pulizzi, aveva presentato la richiesta al Tribunale della libertà. I giudici di Bologna, una decina di giorni fa, avevano ritenuto che fossero venute meno le esigenze cautelati (inquinamento del prove, pericolo di fuga e reiterazione del reato) concedendo così i domiciliari. L'inchiesta condotta dal pm Emilio Pisante, sulla base dei rilievi dei carabinieri della stazione Levante, potrebbe essere vicina alla conclusione. Pulizzi, oltre al reato di omicidio volontario, era stato denunciato anche per guida in stato di ebbrezza (aveva un tasso di quasi cinque volte oltre il limite) resistenza a pubblico ufficiale, lesioni gravi, fuga dopo l'incidente.

A Pulizzi, il ritorno a casa era stato negato al termine dell'interrogatorio di garanzia davanti al gip, il 4 settembre. Per la procura era da ritenersi molto grave il comportamento del 47enne - accusato di essersi allontanato dopo l'incidente per sottrarsi alla cattura - tanto da cambiare l’ipotesi di reato in quella molto più grave di omicidio volontario aggravato. L'indagato aveva risposto a tutte le domande del gip, dicendosi dispiaciuto e di non ricordare nulla di ciò che era avvenuto.

Zambianchi era deceduto, secondo i rilievi autoptici, a causa dello schiacciamento del torace. La procura, inoltre, aveva disposto anche una perizia tecnica per stabilire se la vettura coinvolta nello scontro fosse quella dell'indagato.

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