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«Tre opzioni da valutare per il futuro dell’unità spinale di Villanova»

L’ufficio di presidenza della Conferenza socio-sanitaria chiarisce la situazione sul futuro della struttura

«In merito alla seduta del 10 ottobre  dell’ Ufficio di Presidenza della conferenza Territoriale Socio-Sanitaria – spiega la presidente Patrizia Calza - al fine di assicurare un’informazione completa e corretta alla cittadinanza, ai livelli istituzionali e alle parti sociali ,nella consapevolezza che la vigilanza sulle comunicazioni deve essere almeno pari al livello delle aspettative che temi fondamentali  come la salute e la sanità suscitano, mi è fatto obbligo dal ruolo che ricopro e a nome dei Componenti dell’Ufficio di Presidenza di fornire alcune precisazioni     di metodo e merito riferite  al ruolo dell’Ufficio di Presidenza della CTSS PC e al percorso istituzionale Futuro in Salute che  l’Organismo - a nome e per conto dei 48 Sindaci della Provincia - sta governando.

Quanto ai contenuti  si fa presente che nell’occasione si sono messi in discussione aspetti parziali di ipotesi e frammentari elementi di possibili opzioni all’interno di uno scenario molto più articolato e complesso. E proprio perché il ruolo dell’Ufficio di Presidenza della CTSS PC è quello di preparare al meglio le sedute dell’assemblea plenaria dei Sindaci (cd. sedute CTSS) al fine di valutare e decidere in quella sede le opzioni più efficienti efficaci ed eque sulla base degli scenari più completi e alla luce dei dati più esaustivi, mi preme ricordare che per quanto attiene al paventato spostamento dell’Unità Spinale da Villanova a Fiorenzuola questa non è che una tra le tre alternative oggi in campo (Potenziamento Unità Spinale di Villanova, Trasferimento Unità Spinale da Villanova a Fiorenzuola, Polo riabilitativo in rete tra Fiorenzuola-Villanova) attualmente oggetto di analisi e di valutazione; opzioni che esiteranno in altrettanti studi di fattibilità per la valutazione comparata dei costi/opportunità, un prerequisito preliminare rispetto a qualsivoglia decisione. E poiché di rete si tratta, la soluzione della localizzazione del Polo riabilitativo piacentino – che va potenziato e rilanciato per reggere le sfide future e mantenere il livello di competitività indispensabile ad attrarre professionisti e utenti – trascina con sé anche la concomitante scelta di dove e come localizzare l’attività chirurgica programmata (assodato che gli interventi di emergenza convergeranno sull’H del Capoluogo) e l’assistenza intensiva collegata. Per questo occorre precisare che ancora si è lontani da  una definizione complessiva   dei Nodi Ospedalieri della Rete con la relativa implementazione/dismissione di funzioni e specializzazioni. Allo stato attuale decisioni così delicate e strategiche come quelle relative alla specializzazione e alla localizzazione dei Comparti Operatori - nella prospettiva non già di risparmiare bensì di garantire i livelli di sicurezza oggi richiesti dagli standard internazionali e dai parametri per l’accreditamento della strutture - sono decisioni ancora tutte da assumere di concerto tra Azienda e Sindaci e non paracadutate dal livello sovraordinato regionale sulla testa della cittadinanza

Apprezzabile infine l’invito più volte sottolineato dai Componenti dell’Ufficio di Presidenza ad assumere un punto di vista territoriale e non già “comunale” nella valutazione delle varie opzioni .  Rispetto poi alla Questione dell’Unità Spinale,  gli stessi Sindaci di Villanova Freddi e di Fiorenzuola Gandolfi hanno tenuto a precisare la preferenza per opzioni che possano al contempo salvaguardare il patrimonio storico di competenze e professionalità di Villanova e al contempo ampliare lo spettro di competitività dell’offerta riabilitativa avvalendosi del supporto clinico specialistico assicurabile dal Nuovo presidio H di Fiorenzuola. Quanto al percorso istituzionale Futuro in Salute mi preme ricordare che il processo partecipato tra Sindaci e Ausl di ridisegno dei servizi sanitari territoriali e ospedalieri alla salute è un percorso istituzionale che è previsto - tra gli altri indirizzi normativi regolanti la salute territoriale - dalle stesse Linee guida regionali approvate nel 2015 di riordino della rete ospedaliera in applicazione degli standard ministeriali del Decreto Ministero Salute  70/2015 . Pertanto il risultato atteso - che è quello di una proposta di rete da presentare alla Regione per la valutazione – sarà proposto – come già è stato fatto per alcuni esiti intermedi – con la massima trasparenza e diffusione, ivi compresi i dati e le considerazioni a supporto delle decisioni. Ma soprattutto con la precisione, la completezza e la cura attese da un atto istituzionale tanto delicato e fondamentale  al fine di favorire  il dialogo e la conoscenza».

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