Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Tre toghe in rosa contro le violenze alle donne e i reati di genere

Intervista con il procuratore Grazia Pradella: «Nasce un pool affidato a due colleghe e coordinato da me». Presto potrebbe arrivare un sesto sostituto. Per il procuratore capo la nostra è una città garbata. Un grazie agli avvocati: rapporto di grande collaborazione. Covid: colpita dalla tanta prevenzione. Ma resta un fascicolo aperto, ancora al vaglio degli inquirenti

Il procuratore capo Grazia Pradella

Un pool di magistrati, retto da due donne, anzi tre, per contrastare i tanti reati di genere che vengono commessi nella nostra provincia, un nuovo sostituto procuratore che dovrebbe arrivare nei prossimi mesi, rinnovamento della struttura amministrativa e lotta senza quartiere allo spaccio di droga. Sono alcuni dei temi sottolineati, e realizzati, da Grazia Pradella il procuratore della Repubblica che in sei mesi si è dovuta confrontare con uno dei casi più importanti della storia giudiziaria della nostra provincia: l’indagine, svolta da Guardia di finanza e Sezione investigativa della polizia locale (poi sciolta dal Comune) su dieci carabinieri e sui presunti abusi, e tanti reati, che avrebbero commesso.

daniela di girolamo 1-2Un’indagine coordinata da lei, e condotta dai sostituti Matteo Centini e Antonio Colonna, che ha portato per la prima volta al sequestro di una caserma dei carabinieri, la stazione Levante di via Caccialupo. Pradella è un magistrato operativo, professionista decisa e franca, tanto che dopo il suo arrivo dalla procura di Imperia ha voluto inserirsi nel turno settimanale con i sostituti. Ora, il nuovo pool che sarà coordinato da lei è stato affidato ai sostituti Ornella Chicca e Daniela Di Girolamo. Tre donne in prima linea contro le violenze che, purtroppo, avvengono ancora in gran numero e molto spesso fra le mura di una casa.

Il suo arrivo a Piacenza è coinciso con la conclusione dell’indagine Odysseus, sulla caserma Levante.

«E’ stato un grande impegno, perché ho dovuto studiare tutti gli atti, 900 pagine. Un compito, però, che è stato facilitato dal lavoro molto serio svolto dai colleghi. Ho partecipato anche agli interrogatori. I fatti erano gravi e meritavano un’attenzione al massimo livello».

Piacenza è stata spesso in testa alle graduatorie del distretto giudiziario regionale per il lavoro della procura, spesso svolto anche in carenza di magistrati. E’ previsto un rafforzamento dei sostituti, anche in prospettiva, perché ci sono richieste di trasferimento?

«La procura di Piacenza ha un elevato numero di fascicoli per magistrato - solo di fascicoli contro noti si è intorno ai 1000/1200 fascicoli l’anno, l’equivalente di una grande procura - e il ministero della Giustizia ha assegnato un sesto sostituto nella pianta organica. Arriverà nei prossimi mesi. Tutti i colleghi, per ciò che posso valutare e per la mia pregressa esperienza a Milano, sono molto qualificati».

Uno dei punti deboli del sistema giudiziario è la carenza del personale amministrativo, di quello che manda avanti gli uffici e ornella chicca-4  ha i rapporti con gli avvocati e i cittadini.

«Certo, la carenza di personale c’è. Anche in questo settore ho provveduto a una razionalizzazione per rendere ancora più efficienti gli uffici».

I reati di genere aumentano di giorno in giorno e spesso rappresentano una piaga soprattutto per le vittime e per l’allarme sociale che generano.

«E’ un tema sensibile. Ho creato un sottogruppo specializzato proprio per la gestione dei codici rossi. Gruppo che coordinerò di persona, anche per definire l’esatta qualificazione giuridica dei fatti. Ritengo sia necessario adottare comuni procedure investigative e una linea per la trattazione di questi reati. Questa organizzazione sgraverà gli altri colleghi, che si occuperanno di altre fattispecie di reati. E’ una soluzione che va verso una organizzazione orientata alla specializzazione».

Che rapporti ha stabilito con la città e le sue istituzioni?

«Ho trovato una città molto garbata. Le persone che incontro nella quotidianità hanno un tratto gentile. I rapporti con i vertici politici, sociali e istituzionali si sono sempre svolti nella massima distensione e serenità. In particolare, quelli con il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Paolo Abrate. Con lui abbiamo lavorato per ridare tranquillità agli uomini e alle donne dell’Arma che lavorano onestamente e anche ai cittadini».

Come sono i rapporti con l'Ordine degli avvocati?

«Con gli avvocati, sia Ordine sia Camera Penale, si è subito instaurato un rapporto, nel rispetto dei rispettivi ruoli istituzionali, di grande collaborazione al fine di affrontare le tante sfide che l’organizzazione giudiziaria impone. Ed in particolare, le innovazioni tecnologiche e l’emergenza Covid. Ringrazio il presidente dell'Ordine degli avvocati e la presidente della Camera Penale per la grande sensibilità dimostrata in occasione di alcuni casi di Covid in Procura».

La droga è un flagello che ammorba il territorio e devasta tanti giovani, nonostante le numerose inchieste che hanno portato a decine di arresti. Alcuni suoi precedenti colleghi hanno detto che qui ne scorre davvero tanta.

«Sia le forze dell’ordine sia la magistratura sono molto attente. Piacenza sconta, purtroppo, la vicinanza con la Lombardia dove risiedono grandi centrali di spaccio di stupefacenti. Se la vicinanza è positiva nell’ambito economico, non è lo è certo sul fronte dello smercio di droga».

La nostra città, grazie al crocevia di diverse vie di comunicazione con assi autostradali e ferroviari, ha portato la logistica sotto i riflettori. Oltre ai tanti furti che avvengono nei depositi, e le inchieste che hanno sgominato delle intere gang sono tante, si registrano anche tensioni sul fronte sindacale a favore dell’occupazione e contro lo sfruttamento dei lavoratori.

«E’ vero, ci sono state diverse inchieste che hanno portato a decine di arresti. Sul fronte delle tensioni legate all’occupazione la procura è estremamente attenta».

Il Covid ha stravolto le nostre abitudini e Piacenza è stata duramente colpita tanto che ha avuto il maggior numero di morti in rapporto alla popolazione. La procura come ha affrontato questa situazione, visto che anche qui esiste un fascicolo aperto dopo la presentazione di alcuni esposti e dopo l’acquisizione di molti documenti in alcune strutture sanitarie?

«Quello che colpisce chi, come me, veniva da un territorio per fortuna poco aggredito (Imperia, ndr) dall’emergenza è l’atteggiamento della autorità sanitarie nei confronti della prevenzione. Un esempio: la procura è stata sottoposta a cinque cicli di accertamenti, che hanno anche individuato alcuni casi di positività. Forze dell’ordine e magistrati hanno svolto il loro lavoro sempre al massimo e l’epidemia non ha inciso sulla loro azione. Piacenza è stata coraggiosa perché, nonostante l’altissima incidenza di morti, è una città che ha reagito con forza, anche cercando di dare il massimo nelle attività produttive». Sulle indagini, il procuratore non intende rilasciare dichiarazioni anche perché continua l’attività di vaglio e di approfondimento dei tanti documenti acquisiti.

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