Tributi locali non pagati, il Comune vuole recuperare 2 milioni all’anno: pronte 2300 ingiunzioni

L'ente dà il via libera a un piano triennale di riorganizzazione della riscossione: l'obiettivo è recuperare l'insoluto dal 2010 a oggi. L'ente calcola di avere morosità pendenti per oltre 4 milioni di euro

Il “pool” di 7 dipendenti comunali che lavora sul problema ha redatto un piano triennale di recupero dell’evasione fiscale dei tributi. In città il fenomeno di morosità è di una certa consistenza e mette a dura prova il bilancio comunale. «Il nostro lavoro – ha spiegato l’assessore al bilancio Luigi Gazzola illustrando il piano - deve diventare sempre più strategico: questo è un piano triennale che parte da quest’anno e vuole garantire più entrate tributarie, migliorare il rapporto con il contribuente e perseguire l’equità. Per poter svolgere quest’attività è indispensabile poter contare su banche dati il più precise possibili: su categorie di immobili, rendite catastali, milioni di dati che vanno costantemente aggiornati. Cambieranno alcune modalità: sulla Tari, ad esempio, per recuperare le risorse,  si mandava un sollecito con raccomandata con ricevuta di ritorno, poi l’accertamento, poi la riscossione  coattiva. Ora lasciamo meno spazio di tempo per chi se ne approfitta. Vogliamo ridurre l’attività burocratica per arrivare in tempi meno lunghi all’obiettivo».

«È importante – ha precisato Monica Savi - mantenere costante il controllo. Se il contribuente si sente controllato paga regolarmente. Proseguirà nei prossimi tre anni il controllo dei fabbricati produttivi, i capannoni industriali. L’anno scorso abbiamo fatto un’azione di recupero importante, proseguiremo nei prossimi tre anni. Controlleremo anche gli studi professionali, i laboratori artigianali e i negozi. E anche le prime case. È utile anche per avere una banca dati aggiornata». Savi ha spiegato che l’obiettivo del Comune è di recuperare circa due milioni di euro all’anno – da qui al 2018 – per l’evasione di Imu, Ici e Tasi. Il Comune può recuperare morosità risalenti ai precedenti cinque anni. «Per la Tari – ha aggiunto Giuseppe Morsia - abbiamo un insoluto di un 1 milione e 800mila euro, almeno questa è la cifra che in previsione il Comune nel bilancio conta di non incassare quest’anno».

Con i primi accertamenti e avvisi un Comune delle dimensioni di Piacenza solitamente incassa nel solo 10%-15% dei casi. Con la riscossione coattiva la cifra sale intorno al 30%, qualcosa come 4 milioni di euro. Nei prossimi giorni arriveranno perciò ingiunzioni di pagamento per 2300 persone, per evasioni risalenti dal 2010 al primo semestre 2015.  Tra questi, 84 sono provvedimenti  sono per l’Imu per un totale di 616mila euro, 185 provvedimenti (per 317 mila euro) riguardano la vecchia Ici e il resto  deriva dalla Tares (riferita al solo 2013). Con 2mila provvedimenti che porterebbero nelle casse comunali ben un milione di euro. Coloro che sono coinvolti dalle ingiunzioni, avranno 60 giorni di tempo per pagare una volta ricevuto l’avviso (ma si può fare ricorso). Qualora il pagamento non avvenisse, parte il processo di riscossione coattiva.

Entro la fine dell’anno il Comune si impegnerà ad inviare a casa anche 3500 avvisi di riscossione coattiva del 2013 che riguardano sanzioni effettuate dalla Polizia Municipale. A questi si aggiungeranno anche gli avvisi delle mense scolastiche.  Il “pool” di 7 persone che sta lavorando al progetto di recupero dell’evasione farà affidamento nei prossimi mesi a un’aggiunta in corsa di  altri 4 dipendenti.

PIANO TRIENNALE ANTI EVASIONE-2

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