Trovate la pistola e l'auto di Bafti, in manette due albanesi. I carabinieri: «Lo hanno aiutato»

In un appartamento in via Garilli in città i carabinieri di Fiorenzuola hanno arrestato padre e figlio albanesi: avevano l'auto e la pistola che il 25enne Alket Bafti Senaj ha usato la sera di Pasqua quando ad Alseno ha sparato a un marocchino. L'Arma: «E' ancora in Italia»

La pistola di Bafti

Si stringe il cerchio intorno a lket Bafti Senaj, il 25enne albanese che la sera di Pasqua ha gambizzato un 18enne marocchino al bar Cin Cin di Alseno. Da quella notte ha fatto perdere le sue tracce ma i carabinieri dell’Aliquota Operativa del Norm di Fiorenzuola, coordinati dal sostituto procuratore Matteo Centini, non hanno mai smesso di dargli la caccia e nella mattinata del 9 maggio hanno trovato l’auto utilizzata per la fuga e la pistola usata quella sera. Grazie alla segnalazione di una cittadina, a una serie di accertamenti e dopo aver incrociato diverse informazioni, i militari guidati dal maresciallo Enrico Savoli, in via Garilli a Piacenza hanno arrestato padre e figlio albanesi di 51 e 21 anni per favoreggiamento nei confronti di Bafti, ricettazione e detenzione abusiva di armi. Ora sono alle Novate in attesa dell’interrogatorio di garanzia su disposizione del pm Roberto Fontana. 

Una residente ha notato una Golf nera parcheggiata da giorni nei pressi del suo condominio e ha chiamato il 112: la targa FullSizeRender (6)-2-5corrispondeva con quella in uso al Bafti. Immediatamente i militari hanno capito che nei paraggi potevano trovarsi alcune persone che nelle ore successive alla sparatoria avrebbero potuto offrire protezione al giovane e infatti, in uno dei condomini della zona, abita una famiglia albanese. Pochi minuti dopo il blitz: ben nascosta nell’abitacolo dell’auto di famiglia (sottoposta a fermo amministrativo e parcheggiata in un garage) una pistola modello 98f calibro 9 e una carabina ad aria compressa con un’ottica di precisione. I Ris di Parma ci stanno lavorando ma il tipo di munizionamento corrisponde con il bossolo della sera di Pasqua, non solo, l’arma, nuova e in ottime condizioni che sul mercato clandestino potrebbe valere anche più di 2mila euro, è stata rubata nel dicembre del 2016 ad Alseno, paese dove abitava Bafti con la fidanzata, sua connazionale che l'ha lasciato tre giorni dopo il fatto. Nella pistola sono stati trovati 11 bossoli su 15 totali: due sono stati sparati la sera di Pasqua, ma potrebbe essere stata utilizzata in altri episodi, visti i proiettili mancanti. 

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BAFTI A-3-2-2Verosimilmente il 25enne subito dopo aver sparato al marocchino ad Alseno, che si trova ancora ricoverato a Parma, è scappato a bordo della Golf nell’abitazione degli amici in via Garilli, e solo dopo, probabilmente il giorno successivo, si sarebbe rifugiato in un appartamento popolare di Carpaneto dove i carabinieri lo hanno mancato per un paio d’ore, trovando però un uomo albanese proveniente dallo stesso paese d’origine del Bafti. La famiglia di connazionali lo avrebbe quindi aiutato nascondendogli l’arma e la vettura. Il padre 51enne è pregiudicato per spaccio, il figlio era già stato espulso dall’Italia, ma non aveva mai lasciato il nostro territorio. Entrambi avrebbero ammesso di averlo protetto. Da quando è in Italia il latitante, sul quale al momento pende un’ordinanza di custodia cautelare per lesioni gravissime, ha potuto contare su una fitta rete di appoggi di connazionali sia in provincia sia in città, probabilmente dovuti ad attività criminali, quali lo spaccio di cocaina e furti. Era stato anche espulso due volte. «Riteniamo che si trovi ancora in Italia, e non escludiamo che si stia nascondendo nella nostra provincia», hanno dichiarato i carabinieri. La caccia all’uomo continua.

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