Truffa alle assicurazioni, finti incidenti per pagare il bollo o il mutuo

Per ventinove persone, quasi tutti piacentini, il pm ha chiesto pena da 6 mesi a un anno e 5 mesi. Le otto assicurazioni raggirate hanno chiesto risarcimenti di decine di migliaia di euro

Pene da sei mesi a un anno e 5 mesi di reclusione per i 29 imputati al processo per le truffe alle assicurazioni, raggiri realizzati con falsi incidenti per ottenere i rimborsi. In aula il 19 settembre, davanti al giudice Luca Milani si sono presentati gli avvocati difensori, i legali delle compagnie di assicurazione e il pm Emilio Pisante che, dopo la requisitoria, ha formulato le richieste di pena. Il pm, per chi possa usufruirne, ha anche chiesto che l’eventuale sospensione della pena (la condizionale) venga subordinata al versamento di mille euro alle assicurazioni. E’ poi stata la volta degli avvocati delle otto assicurazioni, con la richiesta di provvisionali e risarcimenti.

Soldi che difficilmente vedranno dai 29 imputati, perché si tratta di persone che non hanno intestato nulla e vivono in condizioni di precarietà. Al giudice, durante le udienze, alcuni di loro hanno detto di aver accettato i soldi dai mandanti (da poche centinaia di euro fino a 1.500) perché c’era chi doveva pagare la bolletta, l’assicurazione dell’auto, il mutuo o ripianare alcuni debiti.

Ben 151 i capi di imputazione contestati agli “attori” che recitavano in mezzo alla strada, finendo di essere rimasti vittime di incidenti. Tutti - tranne tre immigrati, gli altri sono tutti piacentini - sono accusati di truffa alle assicurazioni e falso. Tra i reati c’è anche il falso, perché molti, lamentando contusioni in realtà mai avvenute, avevano ingannato anche i medici del pronto soccorso che avevano rilasciati con diversi giorni di prognosi. Le assicurazioni raggirate sono Generali, Unipol, Aviva, Fondiaria, Reale Mutua, Compagnia italiana, Cattolica e Axa. Il danno è di diverse centinaia di migliaia di euro.

In precedenza avevano patteggiato, o scelto il rito abbreviato, 149 persone. Per sette degli indagati, tra cui anche un avvocato e due medici, l’accusa era di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Il 16 dicembre 2015, i primi 97 imputati avevano patteggiato pene comprese fra i due e i tre anni di reclusione. Alla fine di marzo, quattro delle presunte menti dell'organizzazione sono state condannate a pene pesanti: per tre di loro 12 anni e per l'ultimo 5.

La maxi truffa venne a galla quando i carabinieri di Rivergaro scoprirono per caso il grande raggiro ai danni delle assicurazioni nel 2014, mentre stavano indagando su un traffico di stupefacenti. Per fingere di essere rimasti feriti o vittime di falsi incidenti stradali, gli “attori” venivano pagati.  Il giudice, all’epoca, aveva anche disposto, a favore delle sette compagnie raggirate, una provvisionale di un milione di euro. 

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