«Suo figlio ha causato un incidente, deve pagare». Truffatore condannato

Un anno e mezzo di reclusione a un napoletano di 38 anni.  L’uomo si era recato a casa di una 84enne per ritirare i soldi, ma all’uscita era stato arrestato dalla polizia

(Repertorio)

«Signora suo figlio e la moglie sono stati arrestati e servono subito 2mila e 300 euro per l’avvocato e per evitare il carcere». E’ la drammatica telefonata a cui ha risposto una donna piacentina di 84 anni, nell’agosto dello scorso anno. Ma la chiamata era solo l’inizio di una truffa. Poco dopo, un uomo si era presentato alla porta dell’anziana per ritirare il denaro che lei era riuscita racimolare in fretta e furia: 1.500 euro. La donna, però, aveva avvertito la polizia che aveva atteso l’uomo all’uscita dall’abitazione e lo aveva arrestato.

E’ il racconto di una presunta truffa messa a segno da un napoletano di 38 anni che è stato condannato a un anno, 6 mesi e 500 euro di multa dal giudice Sonia Caravelli, che ha aumentato la pena chiesta dalla pubblica accusa. Il pm Antonio Rubino aveva chiesto la condanna a un anno. Il difensore, l’avvocato Alessandro Stampais, aveva invece chiesto di assolvere l’uomo perché non ci sono le prove che a raggirare la donna fosse stato lui. In genere, queste truffe vengono attuate da più persone e non si sa chi si sia presentato alla porta o chi fosse al telefono.

Al telefono una persona si sarebbe presentata come agente di polizia, informando la vittima che il figlio sarebbe stato arrestato dopo aver causato un incidente stradale. La 84enne sarebbe caduta nella trappola e, molto preoccupata per il figlio in manette, avrebbe trovato il denaro consegnandolo all’uomo che si presentò alla sua porta. Il truffatore aveva mostrato di conoscere particolari della vita del figlio. L’anziana, inoltre, aveva tentato di chiamare il figlio o la nuora, ma il telefono era sempre occupato, perché il truffatore non aveva riagganciato.

In pochi minuti, l’uomo avrebbe raggiunto la casa della donna, la quale gli avrebbe consegnato i 1.500 euro. All’uscita, però, ad attenderlo c’era la polizia che lo aveva ammanettato.

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In quel periodo, in città si erano registrati diversi casi di truffa con le stesse modalità. Un 78enne era riuscita ad evitarla perché, alla richiesta di parlare con il figlio, gli veniva passata al telefono una persona che, con spiccato accento partenopeo, gli aveva chiesto aiuto. L’uomo aveva allora allertato il figlio, che aveva avvertito la polizia e denunciato il fatto. I truffatori, in quel caso, erano riusciti a farla franca.

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