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Un momento della presentazione (Da sinistra: Patrizio Capelli, Luigi Cavanna, Emanuele Michieletti, Stefano Cugini, Luca Baldino, Elisa Anselmi

Un momento della presentazione (Da sinistra: Patrizio Capelli, Luigi Cavanna, Emanuele Michieletti, Stefano Cugini, Luca Baldino, Elisa Anselmi

Tumore al seno: 283 casi a Piacenza nel 2015. Al via la Breast Unit

Si costituisce anche a Piacenza la Breast Unit: questa struttura sarà un punto di riferimento per tutte le donne che devono affrontare un tumore al seno. Alla guida ci sarà il medico Elisa Anselmi

«Ricerche scientifiche hanno dimostrato che la paziente affetta da tumore al seno ha maggiori probabilità di guarire se la diagnosi e il trattamento vengono pianificati da più professionisti».  Queste le parole di Luigi Cavanna, direttore del dipartimento di Oncologia, durante la presentazione della Breast Unit di Piacenza.  Si costituisce anche a Piacenza la Breast Unit: questa struttura sarà un punto di riferimento per tutte le donne che devono affrontare un tumore al seno. Alla guida della struttura ci sarà il medico Elisa Anselmi.

Nel 2015 la chirurgia senologica di Piacenza ha operato 345 pazienti per patologia tumorale con interventi di chirurgia conservativa e ricostruttiva per un totale di 416 interventi. «Il percorso di un paziente con tumore al seno – interviene il direttore generale dell'Ausl Luca Baldino - vede agire vari dipartimenti. La paziente viene seguita per dieci anni. Oggi, se preso in tempo, il tumore alla mammella ha percentuali di guarigione molto alte».

La Breast Unit si occuperà di tutto il percorso della paziente malata di tumore al seno. «A Piacenza – continua Baldino - ci sono circa 250 casi all'anno. Nel 2015 ce ne sono stati 283. Questo è solo un punto di partenza: ora bisogna avviare il percorso che porterà all'accreditamento regionale. Noi possediamo già i requisiti ma dobbiamo ancora ricevere l'accreditamento».

Il direttore generale di Ausl ha parlato anche di alcune criticità presenti nella nostra città e degli obiettivi del futuro: «Per quanto riguarda i tempi di attesa degli interventi chirurgici, ricordiamoci che il 100 per cento degli interventi dovrebbe essere fatto entro i 30 giorni successivi alla diagnosi. Stiamo cercando di raggiungere questo obiettivo. Un'altra criticità è quella della chirurgia ricostruttiva: dov'è possibile, dovrebbe essere fatta contestualmente all'operazione per il trattamento del tumore. Lo screening per il tumore alla mammella è un'attività molto importante: tutte le donne dovrebbero farlo ma per ora l’azienda sanitaria ha registrato una copertura del 70 per cento».  

«Il numero di persone che dovrebbe coinvolgere lo screening – afferma il direttore del dipartimento radiologia, Emanuele Michieletti - è molto alto: si parla di 35mila donne a Piacenza e in provincia. L'obiettivo è il 100 per cento ma per ora si parla di 22mila donne che aderiscono all'attività di controllo. Dal punto di vista tecnologico, nelle prossime settimane i mammografi saranno sostituiti con tecnologie più avanzate. Tra poche settimane avremo anche la possibilità di avere la tomosintesi che potrà migliorare la precisione della mammografia. La donna che decide di fare la mammografia nella struttura di Castel San Giovanni o in un altro ospedale è seguita dagli stessi professionisti di Piacenza e l'esame è svolto tramite le stesse tecnologie (nelle prossime settimane arriveranno anche negli osepdali della provincia nuove attrezzature per effetturare le mammografie)».

breast unit presentazione-2La Breast Unit sarà costituita da professionisti provenienti da diversi reparti: il radiologo senologo, l'anatomopatologo, il chirurgo senologo, l'oncologo, il radioterapista, lo psicologo, l'infermiere case manager, l'infermiere del centro salute donna, il tecnico radiologo e il medico nucleare ma la struttura usufruirà anche della collaborazione del chirurgo plastico, del nutrizionista, del palliativista, del fisiatra, del fisioterapista, del ginecologo e del genetista medico.

«Si è visto – interviene il direttore del dipartimento di Oncologia, Luigi Cavanna - che quando una malattia come un tumore alla mammella è curata da più figure professionali non migliora solo la prognosi ma anche la qualità di vita della paziente e la possibilità di sopravvivenza. Si hanno anche risparmi economici perché c'è più appropriatezza di interventi».

«I chirurghi – sottolinea il direttore di Chirurgia, Patrizio Capelli - sono stati concentrati in un unico presidio a Piacenza che offre tutte le possibilità di cura. Sono stati formati chirurghi molto specializzati». «Da amministratore – evidenzia l'assessore Stefano Cugini - vorrei avere tutti i giorni la possibilità di assistere ad eventi come questi. Il tema "Breast Unit" era una precisa linea di mandato dell'amministrazione. Grazie a questa struttura, una donna potrà far conto su una vera rete che prenderà in carico tutto il percorso».

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