Tumori, cala l'incidenza a Piacenza, Parma, Modena e Reggio

A dirlo sono i dati dei Registri Tumori dell’Area Vasta Emilia Nord raccolti in una pubblicazione presentata all’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia

Nonostante le 16mila nuove diagnosi fatte in un anno, l’incidenza dei tumori nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena, appare in calo sia negli uomini che nelle donne ed è in linea con i dati nazionali. Negli anni passati, invece, il trend appariva stabile negli uomini e in aumento nelle donne. A dirlo sono i dati dei Registri Tumori dell’Area Vasta Emilia Nord raccolti in una pubblicazione presentata all’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia.

In particolare, negli uomini sono in calo i tumori di colon, stomaco, fegato, polmone, prostata e leucemie; nelle donne calano, i tumori di stomaco, colon, fegato, colecisti, cervice e mieloma multiplo. Continuano ad aumentare - invece - i tumori del pancreas e i melanomi in entrambi i sessi, come anche il tumore al polmone nelle donne; negli uomini aumenta il tumore del testicolo e della tiroide.  Il confronto tra le province, con popolazione complessiva di circa 2 milioni di persone, offre un’importante novità nel panorama oncologico regionale e nazionale e anticipa, secondo l'indirizzo di programmazione voluto dall’Assessorato regionale alle Politiche per la Salute, la realizzazione del registro tumori di Area Vasta Emilia Nord, che segue altre due aree vaste regionali, quella centrale e quella romagnola. I dati presentati sono i più recenti a livello nazionale, trattandosi del biennio 2013-2014. 


Nel 2014 sono stati registrati 12.575 nuovi casi di tumore (6523 negli uomini e 6052 nelle donne) esclusi i tumori della cute non melanomi, con un Tasso standardizzato diretto (tsd) pari a 583 per 100.000 residenti. I Tsd, sempre su 100.000 residenti, rispettivamente per uomini e donne, sono stati pari a: 681 e 527 a Piacenza; 753 e 552 a Parma; 683 e 507 a Reggio Emilia; 644 e 484 a Modena. Nel 2014 sono stati 6024 i decessi per tumore (3342 uomini e 2682 donne) con un tsd pari a 263 per 100.000 abitanti.  La sopravvivenza a 5 anni per tutte le sedi tumorali è risultata pari a 63,9% a Modena, 62,1% a Reggio Emilia, 60,6% a Piacenza e 59,7% a Parma. I dati sono in linea con quelli registrati in Emilia-Romagna (62,4%) ma più alti rispetto alla media nazionale (60%).

L’AUSL DI PIACENZA: «UNO SANO STILE DI VITA E L’ADESIONE AGLI SCREENING SONO ARMI ESTREMAMENTE EFFICACI»

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«Aderire agli screening, i percorsi gratuiti di diagnosi precoce che vengono offerti alla popolazione per il tumore della mammella, del colon-retto e della cervice è l’arma più efficace per scoprire  il tumore e attrezzarsi per combatterlo. E’ un messaggio che non smetterò mai di ripetere a tutti”».  È  questo il commento di Luca Baldino, Direttore Generale dell’Azienda Usl di Piacenza. «Anche grazie all’impegno dei nostri professionisti, i dati del registro tumore diffusi oggi in Area vasta Emilia nord, contengono infatti aspetti positivi: per la prima volta, dopo anni stazionari, si inverte la tendenza e diminuiscono i nuovi casi di malattia». Lo studio presentato oggi conferma come i nuovi casi di tumore nella nostra provincia sono mediamente in linea con quelli dei territori vicini. «Questi sono i numeri di una patologia con la quale i nostri medici lottano ogni giorno”. Nel 2014, anno di riferimento della ricerca presentata si sono registrati 1062 decessi. La tipologia di tumore varia da provincia a provincia: Piacenza conta una percentuale leggermente più alta di tumori al fegato e stomaco, mentre le provincie vicine presentano tassi di incidenza più alti per polmone e melanoma». «Ricordo ancora una volta poi che corretti stili di vita riducono il rischio di contrarre la malattia: occorre fare di tutto per abbandonare l’abitudine al fumo, contenere il consumo di alcol, alimentarsi in modo corretto e fare regolarmente movimento. Altra buona notizia è che la qualità delle cure raggiunta grazie alla ricerca medica e farmacologica, fiore all’occhiello della regione e del nostro ospedale, ha portato la sopravvivenza alla malattia a oltre il 60%,  percentuale in linea con i dati regionali e leggermente più alta della media nazionale». 

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