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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca Le Novate / Via Arturo Penitenti

«Cucciolo ucciso a calci dal padrone», 55enne denunciato

Gli sviluppi della triste vicenda avvenuta in maggio in via Penitenti. Le indagini dei carabinieri. L'autopsia ha confermato la morte violenta di Liù, una cagnolina di 6 mesi

Cucciolo di sei mesi preso a calci nella pancia e nelle costole fino ad ammazzarlo. Dopo alcuni mesi di indagini i carabinieri della stazione di Piacenza Principale guidati dal maresciallo Adamo Furi, hanno denunciato il proprietario per uccisione di animale. Rischia una pena da quattro mesi a due anni. Le indagini sono state coordinate dal sostituito procuratore Ornella Chicca. Nei guai è finito un piacentino di 55 anni. Lo scorso 7 maggio, mentre era sulla pista ciclabile di via Penitenti, improvvisamente e senza motivo - come hanno riferito alcuni testimoni - avrebbe preso a calci la cagnolina Liù della sua compagna, un piccolo meticcio nero. La stava portando a passeggio quando l'avrebbe colpito con violenza con circa una decina di calci. 

A confermarlo l'autopsia effettuata sull'animale - che pesava solo 4 chili e mezzo e aveva sei mesi - dall'Istituto Zooprofilattico di Gariga di Podenzano. Nel referto dell'esame autoptico, radiologico e tossicologico è scritto, riferisce l'Arma, "morte ascrivibile a schock emorragico da emotorace verosimilmente di natura traumatico, compatibile con i calci a livello di costato".  L'uomo invece ha sempre negato tutto, sostenendo di aver trovato la cagnolina esanime e che forse poteva aver ingerito un pezzo di vetro o un boccone avvelenato. Lui e la compagna erano andati alla clinica veterinaria di via Beati per chiedere aiuto, ma poi grazie alle testimonianze sono scattate le indagini. Proprio i testimoni avevano raccontato di aver visto il cane sollevato in aria dalla violenza dei calci.

Di tutt'altro avviso è l'avvocato dell'uomo, Eleonora Carini: «Il mio assistito e la sua compagna adoravano il cane, e sono disperati per la sua morte». «Smentisco l'uccisione di Liù - continua -. Non gli avrebbe mai fatto nulla di male. Quel giorno l'aveva al guinzaglio e stavano facendo una passeggiata, ci ha giocato facendola saltare sulle gambe e poi l'ha lasciata libera per qualche minuto, quando l'ha ritrovata era già a terra, esamine e dalla bocca usciva del sangue. Ha chiamato la compagna e insieme sono andati alla clinica di via Beati: purtroppo Liù era già morta. Di lì le indagini. La donna che ha raccontato di aver visto il mio cliente prendere a calci il cucciolo era molto, troppo lontana, probabilmente lo ha visto quando stavano giocando. L'autopsia inoltre non ha evidenziato ossa rotte o ematomi».

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